Il caso dell'insediamento produttivo in Valle Tanaro, a Castagnole delle Lanze, continua a far discutere. A finire al centro del dibattito è la costruzione del grande impianto per il pet food, che ha sollevato forti preoccupazioni da parte dell'associazione cittadina in merito alla tutela del paesaggio in una zona limitrofa all'area Unesco. A fare chiarezza sulla posizione dell'amministrazione comunale interviene ora direttamente il sindaco, Carlo Mancuso, intervistato a margine del consiglio provinciale.
"L'operazione va avanti indubbiamente, ed è tutto regolare", afferma il primo cittadino con fermezza, commentando le recenti proteste. "L'associazione contesta la procedura e, in democrazia, ognuno è libero di fare quello che vuole, ci mancherebbe, pur mantenendo la correttezza delle parole e di ciò che si dichiara". Carlo Mancuso ci tiene a precisare che, dal punto di vista burocratico, l'ente pubblico ha completato il suo iter: "Il Comune ha dato formalità a tutto quello che c'era da fare, né più e né meno, senza ombra di dubbio".
I lavori attualmente in corso
Uno dei punti più dibattuti riguarda le attività edilizie attualmente in corso nell'area, nonostante la vicenda legale in atto. "Sostengo ancora una volta che i lavori che l'associazione definisce propedeutici alla costruzione del silo, in realtà sono lavori accessori che non hanno niente a che fare con l'oggetto del ricorso al Tar", puntualizza il sindaco di Castagnole delle Lanze. "Quando lo abbiamo saputo, abbiamo comunicato all'azienda e i nostri tecnici sono andati a verificare nei tempi giusti: hanno constatato che quei lavori sono autorizzati. Ripeto, non hanno nulla a che vedere con l'eventuale costruzione del silo di metallo".
In attesa del pronunciamento dei giudici
Il futuro dell'opera, in particolare per quanto riguarda le strutture verticali più impattanti, resta quindi appeso alla decisione dei giudici amministrativi, dopo il ricorso presentato nei mesi scorsi dal comitato. "Al momento, visto che l'associazione ha fatto ricorso, siamo in attesa di capire come si esprimerà il Tar", spiega Mancuso, rivelando anche una novità sulle tempistiche giudiziarie: "Inizialmente l'udienza era prevista per ottobre, ma è stata spostata a maggio. Quindi il Comune in questo momento è fermo".
Il sindaco conclude con un'ulteriore precisazione tecnica sull'impianto contestato: "La struttura è classificata come 'macchina', e in quanto tale va in deroga, come previsto dallo statuto. Se fosse stata una costruzione in cemento armato, non saremmo neanche qui a parlarne perché non avremmo dato il permesso".