Economia e lavoro - 14 marzo 2026, 06:15

Autotrasporto in ginocchio: il gasolio oltre i 2 euro, costi alle stelle per le imprese

Confartigianato Piemonte lancia l'allarme: "Margini ridotti all'osso, necessario attivare subito la clausola di adeguamento". Rosso: "Rischio reazione a catena su tutta la filiera logistica"

Il costo del carburante alle stelle rischia di spegnere i motori dei camion. Le imprese del trasporto merci di Confartigianato Imprese Piemonte lanciano l'allarme: con il gasolio che ha superato la soglia dei 2 euro al litro, i costi di esercizio dei mezzi gravano per oltre l'85% sull'operatività, rendendo insostenibile il lavoro per gli autotrasportatori.

La progressione degli aumenti è impressionante: nel 2021 il prezzo del diesel alla pompa era di 1,35 euro al litro. L'anno dopo, con la crisi in Ucraina, raggiunse 1,65 euro al litro (+22,3%), mentre oggi ha sfondato il tetto dei 2 euro. Secondo l'analisi dell'Ufficio Studi di Confartigianato, un mezzo pesante percorre mediamente circa 100 mila chilometri all'anno, con consumi intorno a un litro ogni tre chilometri. In queste condizioni, un rincaro anche limitato del gasolio può tradursi rapidamente in diverse migliaia di euro di costi aggiuntivi per veicolo.

L'allarme degli autotrasportatori

"Con il costo del carburante oltre i 2 euro, le spese di esercizio di un automezzo superano di gran lunga i ricavi con la conseguenza che gli autisti saranno, purtroppo, costretti a spegnere i motori per non andare in perdita" , dichiara Giovanni Rosso, presidente degli autotrasportatori di Confartigianato Imprese Piemonte. "Il carburante rappresenta una delle principali voci di costo per le imprese dell'autotrasporto che, mediamente e in condizioni normali, incidono tra il 25% e il 35% dei costi operativi di una flotta. Basta un aumento di pochi centesimi al litro per generare migliaia di euro di spesa in più all'anno per ogni mezzo pesante."

Rosso sottolinea le possibili conseguenze a catena: "L'aumento esponenziale dei costi di esercizio dei mezzi rischia di innescare una pericolosa reazione a catena sull'intera filiera logistica, con inevitabili ripercussioni sull'approvvigionamento delle merci e sui prezzi dei beni al consumo. Consigliamo, quindi, alle imprese di fare valere i propri diritti attivando immediatamente la clausola di adeguamento al costo del carburante (fuel surcharge) nei contratti di trasporto."

La denuncia sul fronte politico

Ancora più dura la posizione di Giorgio Felici, presidente di Confartigianato Imprese Piemonte, che punta il dito contro le scelte del governo. "Se vogliono che fermiamo gli automezzi lo dicano. Gli imprenditori stanno già mettendo in campo ogni sforzo possibile per ottimizzare le operazioni: dalla riduzione dei chilometri a vuoto alla formazione per una guida più efficiente, fino al potenziamento della manutenzione preventiva e all'uso della telematica. Quando però ci si scontra con una mentalità degna della sinistra più arcaica rimane poco da fare."

Felici denuncia quella che definisce una vera e propria speculazione: "È evidente che esistano tensioni internazionali che influenzano il mercato energetico, ma è ovvio che siamo di fronte ad una speculazione di cui il governo sembra voler approfittare. Il risvolto grottesco e stupefacente sta nelle scuse addotte per non tagliare le accise. Avessero ammesso che la circostanza fa comodo per fare cassa lo avremmo capito, ma dire che 'il carburante lo consumano i ricchi' lascia pochi dubbi sull'approccio ispirato al socialismo reale da parte dell'esecutivo, con buona pace dei valori liberali cui sostiene di volersi ispirare."

Secondo i calcoli di Confartigianato, se con il carburante a 1,65 euro al litro i costi operativi gravavano per il 50% sull'operatività del mezzo, ora con il gasolio sopra i 2 euro l'incidenza supera l'85%, rendendo necessario un intervento immediato a sostegno del settore.

Redazione