Attualità - 15 marzo 2026, 17:40

Mais in Piemonte, l'allarme di Confagricoltura: aumento dei fertilizzanti, costi alle stelle per 7,6 milioni di euro

Il presidente Allasia: "Pesa anche la tensione sui carburanti, servono misure per sostenere le aziende agricole e le filiere zootecniche"

A poche settimane dall'avvio delle semine primaverili, cresce l'apprensione dei produttori piemontesi per il forte aumento del costo dei fertilizzanti registrato nelle ultime settimane sui mercati internazionali. Le tensioni geopolitiche e le difficoltà negli scambi di alcune materie prime strategiche stanno determinando un incremento significativo dei prezzi dei concimi utilizzati nelle principali colture cerealicole, a partire dal mais.

Secondo le elaborazioni di Confagricoltura, la superficie coltivata a mais in Piemonte supera i 127.000 ettari. Si tratta di una coltura di primaria importanza per l'economia agricola e per l'equilibrio delle principali filiere zootecniche, particolarmente presenti anche sul territorio astigiano.

I numeri dell'aumento

Le stime di Confagricoltura Piemonte indicano che il recente aumento dei fertilizzanti, valutabile per il momento intorno al 30% rispetto ai livelli precedenti alla crisi, potrebbe determinare un aggravio dei costi di produzione pari a circa 60 euro per ettaro solo per la concimazione di fondo. Su scala regionale, ciò significa un incremento complessivo di circa 7,6 milioni di euro per la sola coltivazione del mais piemontese.

Assumendo una resa media prudenziale di circa 10 tonnellate per ettaro, l'aumento dei fertilizzanti si traduce in un aggravio di circa 6 euro per tonnellata di mais prodotto, con un impatto stimabile intorno al 3,5% dei costi di produzione solo per questa voce di spesa. L'aumento dei fertilizzanti si aggiunge inoltre alla tensione sui prezzi dei carburanti agricoli, un altro fattore che incide direttamente sui costi di coltivazione.

L'allarme del presidente

"Le aziende agricole si avvicinano alla nuova stagione delle semine con un quadro dei costi che richiede grande attenzione" , dichiara Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Piemonte. "Dopo gli aumenti registrati negli ultimi anni per energia, irrigazione e mezzi tecnici, l'impennata dei fertilizzanti rappresenta un ulteriore fattore di pressione sui bilanci aziendali."

Il mais riveste inoltre un ruolo centrale nell'equilibrio delle principali filiere zootecniche piemontesi. Il cereale costituisce infatti una componente fondamentale della razione alimentare negli allevamenti di bovini da latte e da carne, nella suinicoltura e nel comparto avicolo, che rappresentano una parte rilevante del sistema agroalimentare regionale, inclusa la provincia di Asti.

Le ricadute sulle filiere

"È evidente – prosegue Allasia – che variazioni significative dei costi delle colture cerealicole si riflettono anche sugli equilibri economici delle filiere zootecniche. Per questo motivo è importante monitorare con attenzione l'andamento dei mercati dei mezzi tecnici e garantire condizioni che consentano alle aziende agricole di programmare le proprie scelte produttive con maggiore stabilità."

Confagricoltura Piemonte sottolinea come l'attuale fase di volatilità dei prezzi delle materie prime evidenzi ancora una volta la forte interdipendenza tra agricoltura, energia e contesto geopolitico.

La richiesta alle istituzioni

"In questa fase – conclude Allasia – è importante che le istituzioni europee e nazionali accompagnino il settore agricolo con strumenti adeguati: facilitare l'accesso al credito per l'acquisto dei mezzi tecnici, sostenere l'efficienza nell'uso dei fertilizzanti e rafforzare le condizioni di competitività delle imprese agricole. Difendere la capacità produttiva delle aziende significa garantire stabilità alle filiere agroalimentari e sicurezza negli approvvigionamenti."

Redazione