Economia e lavoro - 15 marzo 2026, 06:19

Desertificazione commerciale in Piemonte: nei centri storici perso il 27% delle attività in 13 anni

Ad Asti e negli altri capoluoghi crollano negozi tradizionali, boom di ristoranti e affitti brevi

Il fenomeno della desertificazione commerciale avanza anche in Piemonte. Tra il 2012 e il 2025, nei centri storici delle città piemontesi hanno chiuso il 27,2% delle attività commerciali al dettaglio, mentre nelle periferie il calo registrato è stato pari al 23,6%. Si riducono le imprese tradizionali come negozi al dettaglio, ambulanti e alberghi, mentre aumentano i servizi, con un vero e proprio boom di bed & breakfast e affitti brevi.

Sono i numeri che emergono dalla nuova analisi su "Città e demografia d'impresa" dell'Ufficio Studi Confcommercio Nazionale su dati del Centro Studi delle Camere di Commercio Guglielmo Tagliacarne, presentata nei giorni scorsi a Roma. Del preoccupante scenario si è discusso anche nel corso dell'Assemblea di Confcommercio Piemonte tenutasi lunedì 9 marzo.

I dati dei capoluoghi piemontesi

Nei centri storici degli otto comuni capoluogo di provincia del Piemonte, che includono naturalmente anche Asti, il quadro è particolarmente significativo. Hanno chiuso i battenti 442 negozi di abbigliamento e calzature, con un calo del 39,3%, 334 bar (-27,6%) e 229 profumerie, fiorai e gioiellerie (-22,7%). In termini percentuali, il calo maggiore è stato registrato tra le edicole (-56,1%), il rifornimento di carburanti (-50,0%) e i negozi di libri e giocattoli (-41,8%).

In controtendenza, si registra un significativo aumento dei ristoranti, cresciuti di 222 unità pari al +31,5%, delle rosticcerie, gelaterie e pasticcerie (+58 unità, +16,3%) e dei servizi di alloggio come bed & breakfast e affitti brevi (+36 unità, +50,7%). Sul calo dei bar e la contestuale crescita dei ristoranti incide anche il cambio di codice ATECO di molte attività che si spostano sulla somministrazione propriamente detta.

L'allarme di Confcommercio

"A fronte di uno scenario sempre più caratterizzato dal fenomeno della desertificazione commerciale, con una progressiva contrazione della rete distributiva fatta di piccoli negozi che ormai interessa tanto le città di medie e grandi dimensioni quanto i piccoli paesi, è fondamentale che la Regione Piemonte sostenga il commercio di prossimità con una riforma urgente e mirata della normativa del commercio e con risorse adeguate alla gravità del momento storico", ha dichiarato Giuliano Viglione, presidente di Confcommercio Piemonte.

Il commercio di vicinato rappresenta infatti non solo un fondamentale motore di sviluppo economico, ma anche un insostituibile presidio territoriale che garantisce socialità, sicurezza, pulizia e vivacità delle strade e piazze dei centri abitati. "Senza interventi adeguati ed immediati il rischio concreto è quello di trovarsi tra non molti anni sprovvisti dei servizi essenziali per le nostre comunità, con la scomparsa di alcuni settori merceologici insieme a un'ulteriore omologazione dell'offerta commerciale", ha aggiunto Viglione.

La proposta per contrastare il fenomeno

Secondo Confcommercio Piemonte, la Regione deve supportare il commercio delle città e dei piccoli paesi assicurando continuità alle politiche di rigenerazione iniziate negli ultimi anni attraverso i distretti del commercio, accompagnando le imprese di piccole dimensioni a sviluppare una maggiore propensione all'innovazione e aiutandole a competere con la concorrenza delle piattaforme digitali e dei cambiamenti degli stili di consumo e di vita della popolazione.

"Per le realtà già desertificate o a maggior rischio di desertificazione – conclude il presidente Viglione – sarebbe inoltre urgente mettere in campo una misura specifica per aiutare la continuità delle imprese già attive e, laddove il servizio fosse carente, incentivi per l'insediamento di nuovi negozi abbinati a servizi di interesse generale per la collettività, quali ad esempio servizi comunali, postali e bancari".


 

Redazione