Cultura e tempo libero - 18 marzo 2026, 09:22

A Moncalvo il teatro si fa dono per l’acquisto di un mezzo per disabili

La messa in scena della pièce "Il medico per forza", in programma sabato 21 marzo, raccoglierà fondi per il comitato locale della Croce Rossa

Il palcoscenico del Teatro Civico di Moncalvo si prepara a ospitare una serata dove l'arte incontra l'impegno civile. Sabato 21 marzo alle 21, i riflettori si accenderanno su "Il medico per forza", il capolavoro di Molière rivisitato dalla sensibilità del regista Lillo Agrò. L’evento, organizzato dalla sezione Lions di Moncalvo, non è solo un appuntamento culturale, ma una vera e propria gara di solidarietà.

L’intero ricavato della serata sarà infatti devoluto alla Croce Rossa Italiana, Comitato di Asti - sede di Moncalvo, per sostenere l’acquisto di un nuovo automezzo dedicato al trasporto di persone con disabilità. La partecipazione del pubblico è prevista con ingresso a offerta libera, un gesto che l'organizzazione affida alla generosità dei cittadini. Per assicurarsi un posto in platea, è vivamente consigliata la prenotazione contattando la Drogheria Broda al numero 0141/917143.

La commedia, pur mantenendo la sua aura di favola d’altri tempi, viene proposta in una veste aggiornata che ne esalta la forza critica. Secondo la visione registica, l’opera funge da lente d’ingrandimento sulle incongruenze sociali moderne: "Il Medico per forza è una commedia piena di satira che parte dalla critica al mondo della medicina e al professionista opportunista, capace di incantare le masse con una cultura fittizia pur di ottenere guadagni illeciti", si legge nelle note di presentazione. Il lavoro di Lillo Agrò sposta l'attenzione anche sul delicato confronto tra Sanità Pubblica e Sanità Privata, evidenziando come l'attaccamento al denaro rischi spesso di oscurare i valori etici fondamentali.

Un punto centrale della messa in scena è la riflessione sulla condizione femminile, esplorata attraverso tre personaggi emblematici. Martina, moglie del taglialegna Sganarello, pur riuscendo a vendicarsi dei maltrattamenti subiti attraverso uno stratagemma, finisce per trovarsi in una sottomissione psicologica ancora più profonda. Al suo fianco si muove Lucinda, figlia del ricco Geronte, che per sfuggire a un matrimonio combinato e alla società patriarcale finge di aver perso l’uso della parola. Infine compare Giacomina, una balia arguta le cui qualità intellettuali restano soffocate dal pregiudizio di classe e di genere.

Nonostante siano trascorsi oltre tre secoli dalla prima stesura, queste figure dimostrano quanto il percorso verso una piena emancipazione femminile presenti ancora ostacoli significativi. La rappresentazione, che arriva a Moncalvo dopo i debutti di successo al Teatro Alfieri di Asti e al Foro Boario di San Damiano, si avvale della collaborazione della sezione teatrale del C.r.a.s.l. 19 di Asti. La comicità promessa è pungente e raffinata, lontana dai toni grossolani e ricca di spunti di penetrazione psicologica, ideale per una serata che unisce il divertimento alla riflessione sociale.

Redazione