Economia e lavoro - 18 marzo 2026, 12:15

Fondazione Cr Asti: meno erogazioni a pioggia e più impatto sul territorio

Il presidente Negro illustra la prospettiva di un welfare di precisione che integra il servizio pubblico senza sostituirsi a esso

Un profondo cambiamento di rotta, che trasforma l’assistenza in investimento strategico e la prudenza in una scudo per la tutela del territorio. La Fondazione Cassa di Risparmio di Asti guarda al domani con un Documento Programmatico che segna una netta discontinuità rispetto al passato, puntando su una solidità capace di generare sviluppo reale. Come già emerso nell'ambito di una precedente intervista (consultabile integralmente a questo link) che ci ha concesso, il presidente Livio Negro delinea i pilastri di questa metamorfosi: meno interventi frammentati e più risorse per progetti capaci di lasciare una traccia duratura nella comunità.
 

Qual è l'obiettivo di lungo periodo di questa riorganizzazione e come pensate di accompagnare le piccole realtà associative in questo passaggio verso una progettualità più complessa?

L’obiettivo non è “fare meno”, ma fare meglio. Nel 2025 le erogazioni complessive arrivano a 3.802.846 euro e, nello stesso tempo, cambia in modo evidente la scala degli interventi: i progetti sotto i 5.000 euro scendono da 127 a 74, mentre crescono quelli tra 5.000 e 25.000 euro (da 33 a 66) e quelli tra 25.000 e 100.000 euro (da 8 a 12). È un segnale chiaro di direzione: spostare risorse verso iniziative più robuste e più capaci di produrre risultati verificabili.

In altre parole, la Fondazione ha avviato una svolta nell’impostazione dell’attività erogativa: meno micro-contributi “a pioggia” e più interventi selezionati, con un orizzonte di medio-lungo periodo, obiettivi misurabili e la capacità di fare rete tra Comuni, associazioni ed enti del territorio. La linea guida è privilegiare progettualità che lascino tracce durature, anche chiedendo ai proponenti un maggiore coinvolgimento economico e promuovendo forme di cofinanziamento — risorse proprie e/o contributi di terzi — insieme a verifiche ex post più solide in fase di rendicontazione.

Per accompagnare in modo efficace le realtà più piccole – dove abbiamo evidenziato la difficoltà di presentare progetti strutturati e rispettanti i criteri, abbiamo deciso di istituire, per l’esercizio 2026, bandi tematici più specifici e circoscritti anche in relazione alla natura giuridica dell’ente e della tipologia di intervento.
 

L'intento è trasformare la cultura in un asset economico diretto per il territorio, superando la logica del semplice patrocinio?

Il sostegno alla cultura è certamente centrale nel nostro programma: nel 2025 abbiamo deliberato, compresa la Fondazione Asti Musei, poco più di 1,5 milioni di euro. Ma non è l’unico pilastro dell’azione della Fondazione: anche l’area educazione, istruzione e formazione ha assorbito, nello stesso anno, un importo sostanzialmente analogo.

L’idea di fondo è far lavorare cultura e sviluppo locale nella stessa direzione, mettendo insieme qualità delle proposte, identità dei luoghi e capacità di attrazione. Non si tratta di un “patrocinio” fine a sé stesso, ma di sostenere iniziative che sappiano diventare una leva di promozione del territorio e, quindi, di vitalità diffusa: dal capoluogo ai comuni della provincia.
 

Qual è il criterio guida che vi porta a selezionare questi interventi mirati? Possiamo parlare di un modello di 'welfare di precisione' che integra, senza sostituire, il servizio pubblico?

Sì, si può parlare di un welfare “di precisione”, nel senso più concreto del termine: il nostro intervento è sussidiario. Non sostituiamo il servizio pubblico, ma cerchiamo di integrarlo là dove un contributo mirato può fare la differenza e generare un impatto misurabile.

A.S.T.R.O., ad esempio, è un progetto di ricerca clinica in ambito oncologico; la cooperativa l’Abbazia opera invece su percorsi di inclusione sociale per persone con fragilità psichiatriche. Sono due ambiti diversi, ma accomunati dallo stesso criterio guida: iniziative con obiettivi chiari, continuità nel tempo, capacità di lavorare in rete e di attivare risorse ulteriori. Per questo, quando possibile, privilegiamo progetti cofinanziati e costruiti insieme ad altri soggetti del territorio.

Non si tratta di interventi occasionali: sono progettualità che sosteniamo da anni e che si collocano nel solco del piano pluriennale e del documento programmatico annuale della Fondazione, proprio perché hanno un respiro più ampio e una ricaduta concreta sulla comunità.
 

Di fronte al calo demografico e alla fuga di cervelli, questi fondi hanno l'ambizione di creare un argine? C'è, dietro l'erogazione, una strategia condivisa con gli istituti per far sì che queste competenze restino a valore aggiunto sul territorio astigiano?

Sì, qui l’ambizione è costruire un argine, non con uno slogan ma con un disegno: rafforzare il Polo Universitario di Asti e, soprattutto, creare un legame più solido tra scuola, università, istituzioni e mondo imprenditoriale, insieme a un secondo asse molto concreto, quello dell’inclusione e del pari accesso all’istruzione per gli studenti più fragili.

Nel 2025 questo si traduce in risorse rilevanti sull’istruzione e su ASTISS: solo la quota consortile 2025 ad Asti Studi Superiori ammonta a 1.207.192 euro.

E, per tenere insieme merito e opportunità, ci sono anche strumenti molto “visibili” per le famiglie e per i ragazzi; “Al fianco del talento” è un progetto pilota nato nel 2025 per sostenere studenti e studentesse neodiplomati meritevoli provenienti da contesti vulnerabili lungo il percorso universitario. Nel primo anno sono stati supportati 3 studenti; dal 2026 il programma è previsto “a regime”, fino a un massimo di 8 beneficiari.

“Germogli di futuro”, progetto dedicato a ragazzi e ragazze della scuola secondaria di primo grado a rischio di dispersione scolastica: l’avvio sperimentale del progetto è avvenuto con l’anno scolastico 2025/2026 e, dopo una prima e delicata fase di studio, monitoraggio e progettazione, entrerà nella sua piena attuazione con l’accoglimento di 14 alunni al servizio di doposcuola.

E poi c’è il premio “Borse di studio 100/100” che nel 2024/2025 ha premiato 103 studenti.

Redazione