L'instabilità dei mercati internazionali e le nuove oscillazioni del prezzo del petrolio stanno innescando un preoccupante effetto domino sull'economia del Piemonte. A finire nel mirino sono i pilastri del sistema cooperativo regionale: dalla produzione agricola alla logistica, fino alla gestione della casa e dei consumi quotidiani. Confcooperative Piemonte segnala il rischio concreto di una crescita dei costi lungo l'intera filiera, con ripercussioni che colpiscono pesantemente sia chi produce sia chi acquista.
Il settore agroalimentare è tra i primi a mostrare segni di sofferenza a causa dell'impennata del costo del gasolio, essenziale per le operazioni in campo e per il mantenimento delle strutture. Secondo Roberto Morello, presidente di Confcooperative Fedagripesca Piemonte, la situazione presenta diverse criticità: "Il caro gasolio fa crescere i costi legati all'uso di attrezzature e mezzi, influenzando poi la raccolta e la movimentazione dei prodotti, dal latte alla frutta. Questi aumenti si ripercuotono inevitabilmente anche sulle tasche di tutti", osserva, sottolineando come l'aggravio finale ricada sui consumatori.
Non meno critica è la condizione del comparto servizi e logistica, dove l'energia rappresenta una voce di spesa primaria. Gianni Di Nunno, alla guida di Confcooperative Lavoro e Servizi Piemonte, evidenzia come i rincari mettano a dura prova la tenuta delle aziende con margini già ridotti: "Quando i margini sono già limitati, anche aumenti contenuti possono diventare difficili da assorbire. Una cooperativa su quattro, in particolare nei settori maggiormente energivori, rischia di non riuscire ad affrontare anche questa crisi".
Anche la grande distribuzione e i negozi di prossimità devono affrontare le speculazioni legate ai conflitti in Medio Oriente. Per Roberto Forelli, presidente di Confcooperative Consumo e Utenza Piemonte, la soluzione deve essere strutturale: "Siamo convinti che l'unico modo per affrontare davvero il problema sia produrre una parte crescente dell'energia che consumiamo attraverso le comunità energetiche rinnovabili", dichiara, indicando in questo modello uno strumento efficace contro la povertà energetica.
Infine, il rincaro dell'energia bussa direttamente alla porta delle famiglie piemontesi. Alberto Anselmo, presidente di Confcooperative Habitat Piemonte, pone l'accento sulla tenuta sociale legata al diritto all'abitare: "Le tensioni sui mercati energetici possono avere effetti molto concreti nei nostri alloggi, soprattutto dove ci sono impianti centralizzati. È una questione di tenuta sociale, prima ancora che economica", richiamando l'importanza delle cooperative di comunità nel costruire reti di supporto nei territori più fragili.
Il quadro delineato da Confcooperative Piemonte mostra una catena interconnessa dove ogni aumento del greggio si trasforma in un rincaro per produrre, trasportare e abitare. La richiesta che arriva dal mondo cooperativo è chiara: servono misure urgenti per contenere i costi immediati, unite a una strategia di lungo periodo che punti all'autonomia energetica e alla sostenibilità del territorio.