“Le crisi geopolitiche e le tensioni nei mercati energetici allo stato attuale rappresentano momenti di particolare fragilità per l’equilibrio economico globale. Quando tali dinamiche coinvolgono beni essenziali - quali energia, carburanti, prodotti agricoli, alimentari e materie prime industriali - l’impatto incide direttamente sulla vita quotidiana dei cittadini, sul potere d’acquisto delle famiglie e sull’equilibrio dell’intero sistema economico”. Così inizia l’esposto depositato dal Codacons nelle Procure di Torino, Alessandria, Asti, Biella, Cuneo, Novara, Vercelli, Verbania, ipotizzando i reati di rialzo fraudolento dei prezzi e manovre speculative sulle merci.
“Negli ultimi giorni si segnalerebbe un significativo aumento dei prezzi in molteplici filiere produttive, tra cui quella energetica, agricola, alimentare e industriale. Un aumento di tale entità comporta effetti economici estremamente significativi”, prosegue il Codacons, sottolineando come si stia monitorando l’andamento dei listini, con particolare riferimento al comparto dei carburanti, e annunciando che ora sarà possibile avviare in Piemonte indagini penali per verificare se, sui prezzi al dettaglio di molteplici settori, si stiano registrando eventuali speculazioni che sfruttano la situazione in Medio Oriente per aumentare artificiosamente i listini, danneggiando i consumatori.
“Sul fronte dei carburanti “considerando che in Italia, allo stato attuale, le vendite sulla rete ordinaria sono pari a 23.387,3 milioni di litri annui (circa 64.074.794 litri al giorno) appare evidente come anche incrementi apparentemente contenuti nel prezzo unitario possano generare, su scala nazionale, trasferimenti economici di enorme entità a carico dei consumatori”, scrive l’associazione, mostrando come dinamiche analoghe emergerebbero anche nel comparto agricolo, dove diversi osservatori del settore agroalimentare segnalano il rischio di aumenti nei prezzi dei fertilizzanti, delle materie prime e dei prodotti alimentari, con effetti diretti sui listini al consumo.
Il rialzo dei carburanti, già in atto, si rifletterebbe infatti sui costi di produzione e distribuzione, contribuendo a rincari in varie categorie dell’ortofrutta.
“Ulteriori segnali di possibili tensioni speculative parrebbero emergere anche nel settore industriale: alcuni fornitori di materie plastiche utilizzate per la produzione di bottiglie di acqua minerale avrebbero richiesto aumenti fino al 30% sui prezzi della plastica, con incrementi stimati tra 200 e 250 dollari a tonnellata. Tali aumenti, secondo gli stessi operatori del settore, sarebbero stati giustificati con le tensioni geopolitiche e con le possibili interruzioni delle forniture energetiche, circostanza che tuttavia merita approfondita verifica sotto il profilo della reale incidenza sui costi di produzione - conclude il Codacons nel suo esposto - Per quanto riguarda importanti materie prime usate in ambito edilizio e industriale, rialzi dei listini riguardano il rame con un balzo che sfiora il 40%, il ferro e i profilati di alluminio con listini ritoccati del 20%. Il settore delle costruzioni lamenta poi incrementi del 18% per il conglomerato bituminoso (a fronte di un rialzo del 12% del future alla Borsa di Shanghai) e le membrane, +10% per il calcestruzzo. Nel settore della meccanica alcune plastiche accusano incrementi del 30%. Anche il legno ha iniziato a sentire il clima di tensione con incrementi dei prezzi tra il 10 e il 15%”.
Per tali motivi, l’associazione ha chiesto alle Procure di disporre, nei territori di competenza, l’apertura di accertamenti investigativi volti a verificare la dinamica di formazione dei prezzi nei settori energetico, dei carburanti, del gasolio agricolo, dei materiali edilizi, delle materie plastiche destinate agli imballaggi e della filiera agroalimentare.
L’obiettivo è accertare se tali incrementi risultino proporzionati e giustificati dalle effettive variazioni dei costi delle materie prime e di approvvigionamento, nonché verificare la possibile configurabilità di condotte penalmente rilevanti o di ulteriori ipotesi di reato che dovessero emergere all’esito delle indagini.
L’associazione sollecita, inoltre, accertamenti delegati alla Guardia di Finanza e agli altri organi di polizia giudiziaria competenti, anche attraverso l’acquisizione della documentazione relativa ai listini, ai costi di approvvigionamento e alle dinamiche di formazione dei prezzi lungo le diverse fasi della filiera economica.