Economia e lavoro - 22 marzo 2026, 07:11

Economia astigiana, la spinta arriva dai nati all'estero: +0,7% nell'ultimo anno

Costruzioni e commercio trainano lo sviluppo delle attività straniere anche nel territorio astigiano

Il tessuto produttivo del Piemonte continua a trovare nell'imprenditoria straniera un fondamentale motore di resilienza, con una dinamica che trova riscontri puntuali anche nel territorio Astigiano. Secondo gli ultimi dati diffusi da Unioncamere Piemonte, a fine 2025 la regione conta 55.434 imprese straniere registrate, segnando un incremento annuale del 3,0%. Questo sviluppo si pone in netto contrasto con la flessione del 1,2% registrata dal resto del sistema imprenditoriale.

Il quadro della provincia di Asti

Nell'analisi provinciale, Asti si conferma un polo rilevante per la densità di imprese guidate da nati all'estero. Al 31 dicembre 2025, sul territorio astigiano risultano registrate 2.816 imprese straniere, che rappresentano il 5,1% del totale regionale di questa categoria. Un dato particolarmente significativo riguarda l'incidenza sul tessuto locale: nell'Astigiano, le imprese straniere pesano per il 13,1% sul totale delle attività della provincia.

Nonostante una fase economica complessa, il bilancio dell'ultimo anno per l'Astigiano resta in territorio positivo con una crescita dello 0,7%. Si tratta di un segnale di tenuta importante, specialmente se confrontato con la marcata contrazione delle imprese non straniere nella provincia, che hanno chiuso l'esercizio con un pesante -4,0%.

Evoluzione e settori trainanti

A livello regionale, il decennio 2016-2025 ha visto la componente estera crescere del 33,7%, guadagnando quasi 14mila unità e bilanciando la perdita di circa 36mila imprese di matrice italiana. Il baricentro di queste attività rimane il settore delle costruzioni, dove quasi un'azienda su tre parla una lingua straniera. Seguono per importanza il commercio e il turismo, quest'ultimo in forte ascesa con un incremento del 4,7% nell'ultimo anno.

Sotto il profilo della forma giuridica, si osserva un progressivo irrobustimento qualitativo: sebbene le ditte individuali restino la formula più diffusa (79,1%), le società di capitale sono cresciute del 9,0% nel 2025, raddoppiando il loro peso rispetto a dieci anni fa.

"L'imprenditoria straniera si conferma un pilastro strutturale del Piemonte, garantendo vitalità al nostro tessuto produttivo in una fase di contrazione della base tradizionale", commenta Massimiliano Cipolletta, vice presidente di Unioncamere Piemonte. Secondo Cipolletta, queste realtà non crescono solo nei numeri ma anche nella solidità, diventando "indispensabili per la tenuta economica e l'attrattività dei nostri territori",.

La geografia dello sviluppo

Mentre la Città metropolitana di Torino catalizza circa 6 imprese straniere su 10 , province come Novara e Asti mantengono tassi di densità imprenditoriale estera superiori alla media regionale (13,3%). Al contrario, aree come Biella e Cuneo presentano una base produttiva che conserva una matrice più tradizionale.

Il dinamismo osservato tra il 2024 e il 2025 conferma come la componente straniera sia ormai una parte integrante e vitale dell'economia piemontese, capace di muoversi in controtendenza rispetto ai comparti autoctoni che scontano una fase di generalizzata riduzione.

Redazione