Cultura e tempo libero - 24 marzo 2026, 06:27

A Calamandrana torna il Cantè j'euv tra storia, tradizione e ospiti da tutto il mondo

Venerdì 27 marzo la frazione Bruciati si animerà con i questuanti, il gruppo folk Balacanta e un coro internazionale pronto a cantare le uova in piemontese

La tradizione più autentica del Piemonte rurale torna a vivere sulle colline di Calamandrana. Venerdì 27 marzo la frazione Bruciati, che domina il paese affacciandosi sul borgo antico, ospiterà una nuova edizione del Cantè j'euv, la suggestiva questua delle uova che affonda le radici nella cultura contadina di Langa, Roero e Monferrato. L'evento, organizzato dall'associazione Le colline della cultura con la Biblioteca e il prezioso contributo del Comune, si preannuncia ancora più ricco e sorprendente delle edizioni precedenti.

Visto il fascino della piccola borgata, occorre tenere presenti alcune indicazioni logistiche. La frazione Bruciati si trova a sinistra sulla strada che porta a Calamandrana Alta e, data la ristrettezza delle sue stradine, non sarà possibile parcheggiare nelle vicinanze. Gli ospiti e i turisti dovranno lasciare l'auto lungo il viale del cimitero, dove dalle 19.30 alle 20 sarà a disposizione una navetta gratuita per il breve trasferimento fino alla piazzetta della chiesa della Natività di Maria. La manifestazione prenderà il via alle 20.15.

Il giro dei questuanti e le sorprese

Il cuore della serata sarà il tradizionale giro per le case della borgata da parte del gruppo dei cantori, che proporranno l'antica canzone che invita le famiglie a donare uova, denaro, pane e salumi. Il testo del canto è stato recuperato direttamente dai ricordi degli anziani del paese e il gruppo ha affinato le prove con l'accompagnamento della chitarra di Valter Bosca. Non mancheranno i momenti di puro teatro di strada: chi si rifiuta di aprire le finestre e di donare darà vita a siparietti esilaranti e carichi di folklore, mentre la gran parte delle famiglie della borgata, che hanno aderito con entusiasmo, accoglierà i cantori con assaggi e un bicchier di vino a ogni sosta. Il giro si concluderà nel cortile di casa Mighetto, dove la musica continuerà accompagnata dai danzatori astigiani del Dlf, appassionati di balli tradizionali.

La vera sorpresa di questa edizione 2026 sarà la partecipazione di un gruppo di stranieri residenti sulle colline di Calamandrana e Nizza, che da qualche tempo hanno dato vita al Coro di luci. Arrivano da Nuova Zelanda, Canada, Germania, Svizzera e Messico e per la prima volta si cimenteranno nell'impresa di cantare le uova in piemontese, aggiungendo un sapore del tutto inedito e inaspettato a una tradizione che ha radici profondissime nel territorio.

Il gruppo folk Balacanta e le origini del rito

Ad animare musicalmente la serata sarà il gruppo folk Balacanta, da anni punto di riferimento nel Cuneese e in varie zone del Piemonte, composto da Efisio Ecca all'organetto, Franco Malberto alla ghironda e Valerio Franco a flauti e cornamuse. Un tempo il Cantè j'euv era prerogativa esclusiva dei giovani uomini, che percorrevano le cascine delle frazioni per fare questua in vista del merendino di Pasquetta, ma anche per incontrare le ragazze delle borgate. In tutte le varianti della canzone, diffuse tra Langa, Roero e Monferrato, ricorrono gli stessi elementi: il saluto della "buna seira", l'invito a donare le uova "de la galina rusa, bianca e neira", il ringraziamento a chi si mostra generoso e la bonaria "maledizione" riservata a chi non apre le finestre.

La chiesa della Natività e le vetrate di padre Ruggieri

Il giro della frazione sarà anche l'occasione per visitare la chiesa della Natività di Maria, aperta appositamente per la serata. L'edificio custodisce un sacrario dei soldati morti in Russia ed è impreziosito da straordinarie vetrate in vetro antico soffiato, legate in piombo, opera di padre Costantino Ruggieri, frate francescano e artista poliedrico le cui opere si possono ammirare anche al Santuario della Madonna del Divino Amore di Roma e nella chiesa di San Francesco a Yamaguchi in Giappone. Una cascata di luce colorata ben visibile sia di giorno che con l'illuminazione notturna, arricchita da pregiati mosaici che completano il patrimonio artistico di questo angolo nascosto delle colline astigiane.

Redazione