Una cucina faticosa, eroica, ma allo stesso tempo simbolo di un’intera civiltà contadina che, tra Langhe, Roero, Monferrato e Tortonese, ha codificato il passaggio dall'oralità alla storia. È il "putagé", l'antica stufa a legna protagonista del nuovo libro di Luciano Bertello, intitolato "La cucina del putagé. Saperi del fare e patrimoni dell'umanità fra Langhe-Roero, Monferrato e Tortonese" (Sorì edizioni).
L'opera avrà la sua prima presentazione astigiana mercoledì 25 marzo, alle 18, nella suggestiva cornice del castello di Cisterna d'Asti. Per l'occasione, l'autore dialogherà con Sergio Ardissone, il fotografo e giornalista astigiano che ha curato gli scatti del volume, immortalando i volti e i luoghi di questa tradizione.
Non solo nostalgia: il fuoco è ancora acceso
Nel raccontare la genesi del libro, Bertello chiarisce subito l'intento dell'opera: "Il libro non è un esercizio di nostalgia ma la dimostrazione che alcuni putagé sono ancora accesi perché i sapori di cibi cotti lentamente esistono ancora: ragù, polenta, minestrone, coniglio, bagna cauda. Sono piatti tipici proprio da putagé".
L'autore dipinge un affresco in cui le "massaie-chisinere-cuoche" sono le indiscusse protagoniste di una cucina che veniva chiamata "economica" per la sua straordinaria versatilità: serviva per cuocere, ma anche per scaldare la casa e l'acqua, per asciugare i panni sulle bocchette, mentre la cenere veniva recuperata come concime, in un ciclo dove "non si buttava via niente".
Il viaggio letterario attraversa diverse realtà rurali dell'intero basso Piemonte, accomunate da valori forti, dal legame profondo con la terra e da una conduzione tipicamente familiare, dove sono ancora le mani femminili a custodire questi antichi saperi gastronomici.
Gli autori e l'organizzazione dell'evento
Luciano Bertello, già insegnante ed ex presidente dell'Enoteca Regionale del Roero, ha dedicato decenni alla ricerca sugli archivi e sul patrimonio orale della civiltà contadina piemontese. Ha avuto un ruolo attivo nel riconoscimento Unesco dei paesaggi vitivinicoli e ha firmato numerose pubblicazioni dedicate alle tradizioni enogastronomiche, tra cui saggi sui "tajarin" e sulle osterie della tradizione. Sergio Ardissone, che lo affiancherà nell'incontro, è un apprezzato fotografo e reporter che ha viaggiato in tutto il mondo per documentare popoli e culture, collaborando stabilmente con "La Stampa".
L'evento è organizzato dal Polo Cittattiva Astigiano Albese – I.C. San Damiano d’Asti, insieme al Museo Arti e Mestieri di un Tempo, al Comune di Cisterna d’Asti, alla libreria "Il Pellicano", all'Aimc di Asti e all'agente Generali Italia Mario Cielo.
L'incontro è gratuito, aperto a tutti e valido per l'aggiornamento degli insegnanti di ogni ordine e grado. Per partecipare è richiesta l'iscrizione tramite l'apposito modulo online, mentre per ulteriori informazioni è possibile scrivere all'indirizzo polocittattiva_formazione@icsandamiano.edu.it.