Provincia - 26 marzo 2026, 18:00

Vacanze Astigiane tra i piaceri di orti e borghi

Oggi invito in tre borghi dell'Astigiano, Buttigliera d’Asti, San Marzano Oliveto e Incisa Scapaccino, per far scorta di bellezza e di grandiosi prodotti dell'orto

Asparagi - Azienda agricola Pomato di Incisa Scapaccino

Le possibili motivazioni per farsi qualche giorno di vacanza nell’Astigiano, ve l’ho già detto più che spesso, sono molteplici. Sì, la varietà è sicuramente il plus territoriale principe. In questa logica, la proposta odierna di un itinerario tra tre amici orticoltori. Belle persone, appassionate del loro lavoro e della loro terra, a proporre prelibatezze orticole che una volta assaggiate sarete fregati. Tanto da dover tornare di tanto in tanto a trovarli per rinnovare piaceri non certo definibili da supermercato. Non bastasse, la possibilità di scoprire tre borghi, a mezz’ora uno dall’altro, a rappresentare varietà di tempi e di costruito, di forma e di sostanza.

Itinerario che potrebbe cominciare a Buttigliera d’Asti, villa nova del 1269, edificata dal libero Comune di Asti a protezione della via per Torino e i mercati francesi. Un paese a dimensione umana, pieno di bella gente, sereno e stupendamente tranquillo. Il suo simbolo è il campanile tardo barocco della parrocchiale, progettato da Mario Ludovico Quarini nel 1789, il più alto dell'Astigiano, ben 53 metri. Paese ancora in gran parte agricolo che conserva una struttura urbana a pianta quadrata, da girare nel suo piacevole centro storico dove perdersi tra strade e piazze ad annusare, ascoltare e guardare la chiesa di San Bernardino, patrono del paese e la chiesa di San Biagio, del XV secolo, quella del campanile da record. L’architettura civile è rappresentata dai palazzi Lombard e Biglione del XVII secolo, Freilino, Gillio di Mombello e Melyna del XVIII. Qui vi aspettano gli amici di I Soffioni. Azienda agricola biologica che, come il soffione a liberare i suoi semi nel vento, cerca da sempre di sensibilizzare e insegnare a bambini e adulti l’importanza della biodiversità.

A seguire, San Marzano Oliveto, borgo arroccato, in posizione super panoramica, su un alto colle, con attorno lo spettacolo di paesaggi dalla bellezza e quiete mistiche. Nel visitarlo comincerei dal Castello Asinari, potente famiglia di Asti, di origine medioevale, imponente e suggestivo, ora adibito a convegni e sede di eventi. Tra le sue tante emozioni, le antiche cantine quasi una cattedrale gotica sotterranea e la spettacolare terrazza-giardino. Sulla piazza del castello anche la bella parrocchiale di San Marziano. L'eccezionale microclima del posto ha favorito la produzione della gustosissima e tenera mela di San Marzano, varietà Golden, che potrete acquistare, tra settembre e ottobre, direttamente da qualcuno dei tanti produttori. Nel frattempo passate a scegliere qualche gustosa verdura di stagione in Regione Saline, dall’Azienda Agricola Il Germoglio Verde, o qualcuna delle loro goduriose conserve, come le marmellate di fragole, pesche, albicocche, more di gelso, ciliegie e molte altre, il loro antipasto di verdure, la mostarda di peperoni o la gelatina di cotogne, ottima da gustare con i formaggi. Vi capitasse d’essere lì a fine giornata o in orario pranzo, non perdetevi l’esperienza di gusto e di tradizione del ristorante Del Belbo da Bardon, sosta imperdibile e incontro con la preziosa cucina di una grande famiglia che da cinque generazioni accoglie la clientela con calore e gusto.

Per chiudere, Incisa Scapaccino, tra gli orti e i frutteti dell’Azienda Agricola Giuseppe Pomato, alla quarta generazione di una storica famiglia di agricoltori. In questo periodo vendono i primi asparagi, che ho giusto comperato martedì scorso, fave, cipolle, patate e tanto altro prelibato verde. Fatto il pieno di verdure, dedicatevi al borgo dai due castelli: l'antico maniero medievale, di cui oggi resta solo la torre, e il gradevole palazzotto in stile neogotico detto castello nuovo. E poi l'imperdibile chiesa di San Giovanni Battista, santuario dell'Arma dei Carabinieri, Virgo Fidelis, che svetta sul punto più alto del borgo. Imperdibile per estetica e panorama, ma soprattutto per lo spettacolare contenuto d'arte quattrocentesca con un raro polittico di Andrea de Aste o Andrea d'Asti. Origini astigiane, genovese per formazione artistica, personalità fondamentale della pittura tardo gotica italiana. Non perdetevi questa sua importante tempera e oro su tavola, unica testimonianza d’opera in Piemonte. Pur se così poco celebrato dalle nostre parti, Andrea d'Asti fu veramente un grande, operò nei primi decenni del Quattrocento tra Astigiano, Genova e Napoli, con la conseguenza di essere forse l'unico dei grandi artisti ad essere chiamato con ben tre nomi diversi: d'Asti o de Aste, Maestro di Incisa e dei Penna. I primi due nomi sono nostri, mentre a Napoli veniva chiamato Maestro dei Penna per il suo primo dipinto di rilievo, la Madonna tra Antonio e Onofrio Penna, alta borghesia del posto. Il nostro polittico, realizzato nel 1410, è ancor più unico, perché composto da ben 9 tavole. Tra le due guerre ne fu trafugata una, la Crocifissione con Santi, recuperata una dozzina d'anni fa dai Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale, a completare l'insieme dell'opera.

Davide Palazzetti


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