Attualità - 31 marzo 2026, 09:51

Il diritto di voto e l'importanza dell'inclusione: la riflessione di Renata Sorba

La presidente dell'associazione Apri di Asti racconta un episodio vissuto ai seggi durante l'ultima tornata referendaria, auspicando maggiore formazione

Renata Sorba con il suo cane guida

Un momento di normale esercizio democratico si è trasformato, per una cittadina,  in un'occasione di riflessione sull'inclusione e sull'effettiva preparazione ad accogliere ogni sfumatura della cittadinanza. A condividere questo pensiero è Renata Sorba, presidente dell'associazione Apri di Asti, che ha scelto di raccontare attraverso una lettera un episodio vissuto in prima persona durante l'ultima tornata referendaria. Le sue parole, dai toni garbati ma fermi, sollevano interrogativi importanti sulla reale consapevolezza della disabilità visiva all'interno delle sedi istituzionali.

Un ostacolo inatteso alle urne

La presidente Apri si è presentata al proprio seggio consueto, portando con sé tutto il necessario per esercitare il proprio dovere civico. Nel suo racconto, Renata Sorba precisa: "Da anni mi reco allo stesso seggio [...] munita di bastone bianco, carta d'identità con dicitura non vedente, certificato elettorale con timbro preposto per segnalare la mia condizione e accompagnata da una persona di fiducia". Tuttavia, di fronte a un personale diverso dal solito, l'iter si è inaspettatamente complicato. L'elettrice spiega infatti: "Appena mi sono avviata con la mia accompagnatrice verso la cabina, sono stata bloccata e invitata a recarmi a votare da sola, cosa per me impossibile".

L'importanza della formazione

Di fronte alle richieste formali degli scrutatori, che lamentavano la presunta mancanza di comunicazioni preventive, la presidente ha fatto valere i propri diritti sanciti dalla legge. Nella missiva sottolinea un passaggio cruciale: "Alla mia domanda su chi li avesse informati e formati per accogliere i disabili visivi, mi hanno risposto che seguivano le indicazioni fornite dall'ufficio elettorale del Comune di Asti". Dopo vari chiarimenti, è finalmente riuscita a votare, ma l'amarezza ha preso il sopravvento al momento dei saluti. "Mortificata e delusa, al momento del congedo ho suggerito agli scrutatori di essere più attenti in futuro, e ho ricevuto come risposta: Beh, ha votato!", confida con amarezza. Un commento che l'ha portata a una lucida constatazione: "L'inclusione, a quanto pare, non è ancora stata recepita e capita".

Lungi dal voler puntare il dito contro i singoli, l'intento della testimonianza è tracciare un percorso di miglioramento collettivo. L'augurio della cittadina è che questa disavventura possa spingere le istituzioni verso una preparazione più attenta e capillare del personale chiamato ai seggi. "In venticinque anni di cecità ho subito tante ingiustizie e discriminazioni e ormai sono abituata a dover combattere sempre contro la non conoscenza, ma credo che sia ora di rendere semplice tutto ciò che sembra così difficile", conclude con profonda saggezza. Un invito a unire le forze, affinché la partecipazione alla vita pubblica sia davvero un diritto sereno e accessibile a tutti, senza barriere fisiche o culturali.

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