(Adnkronos) - Non un'intossicazione alimentare, ma un avvelenamento. Sarebbe infatti la ricina la sostanza tossica responsabile della morte della madre e della figlia di Pietracatella, in provincia di Campobasso, lo scorso Natale. La risposta è arrivata dalle analisi svolte dal Maugeri di Pavia. Probabilmente per questo motivo è stata chiesta una proroga di 30 giorni per le autopsie. A questo punto l’indagine è per omicidio e bisognerà capire chi ha avvelenato le due donne con la ricina, un veleno potentissimo.
Il medico legale Benedetta Pia De Luca ha chiesto stamane alla Procura una proroga di 30 giorni per consegnare le relazioni con i risultati dell'autopsia. Tra il 24 e il 26 dicembre Antonella Di Jelsi e sua figlia Sara Di Vita, residenti a Pietracatella si sono recate ripetutamente al pronto soccorso del Cardarelli di Campobasso accusando malori. Dopo essere state più volte rimandate a casa sono state accettate per un ricovero, ma sono morte poche ore dopo. Il 29 dicembre la Procura di Campobasso ha iscritto nel registro degli indagati cinque medici per le ipotesi di reato di omicidio colposo, lesioni personali colpose e responsabilità colposa in ambito sanitario. Oggi la svolta.