Il taglio alle risorse statali destinate alla tutela ambientale solleva forti preoccupazioni tra i banchi dell'opposizione in consiglio regionale. A lanciare l'allarme è Fabio Isnardi, esponente del Partito Democratico, dopo aver analizzato la risposta fornita dalla giunta all'interrogazione presentata dal collega Mauro Calderoni in merito ai fondi per la qualità dell'aria, drasticamente ridotti dal Governo nazionale.
Il ridimensionamento delle risorse
Secondo quanto emerso, le coperture finanziarie avrebbero subito una severa sforbiciata. "Si stima un quasi dimezzamento delle risorse, dai 320 milioni di euro previsti per il triennio 2026-2028 a circa 116 milioni complessivi", annota Isnardi.
Una contrazione che l'esecutivo regionale non ha smentito, confermando invece come sia attualmente in corso una delicata interlocuzione tra le Regioni del bacino padano e i ministeri competenti. L'obiettivo è quello di cercare di integrare fondi che oggi risultano palesemente insufficienti, ammettendo di fatto la gravità del problema sul tavolo.
L'emergenza inquinamento ad Asti
Le ripercussioni di questi tagli rischiano di farsi sentire pesantemente sui territori locali, frenando i necessari interventi di mitigazione. "Gli obiettivi raggiunti nel ridurre le emissioni, documentati dai dati, non sono sufficienti a garantire la salute e la qualità della vita migliori, soprattutto nelle città", aggiunge il consigliere.
Lo sguardo si posa inevitabilmente sulla difficile realtà locale: "Nello specifico, ad Asti il problema del traffico e dell’inquinamento è sotto gli occhi di tutti e rimane questione da affrontare con urgenza. Se i fondi per il settore non saranno ripristinati, il percorso sarà ancora più difficile".
Il nodo cruciale dei trasporti pubblici
Per migliorare concretamente l'aria che respiriamo, la prospettiva deve necessariamente allargarsi all'efficienza e all'accessibilità del trasporto pubblico. Un quadro definito tutt'altro che roseo, come testimoniato anche dalle recenti denunce portate in commissione Trasporti dai pendolari del Comis, le cui migliaia di firme certificano disagi a cui le aziende ferroviarie faticano a dare risposte.
L'esponente politico ribadisce quindi l'impegno a chiedere a Roma il ripristino dei fondi e a Torino una difesa strenua degli interessi piemontesi. "È indispensabile un vero progetto strutturato di mobilità sostenibile che coinvolga tutti gli attori dei territori", conclude Isnardi, tracciando la rotta per un necessario cambio di paradigma.