“L’alleluia pasquale, che anche quest’anno con gioia canteremo, si confonde con il grido di un mondo sofferente, attraversato da un’ondata di violenza insensata, con 46 conflitti attivi”. Così si apre il messaggio per Pasqua del vescovo Marco, che richiama l’attenzione su una realtà drammatica: in 76 Paesi del mondo bambini, anziani, famiglie vivono nell’incertezza e nella paura, lottando ogni giorno per sopravvivere fra le macerie causate dalle bombe, segno di un futuro pieno di oscurità.
L’ostinazione di Dio e l’annuncio della Risurrezione
Nonostante ciò, con l’ostinazione di un Dio che sempre apre vie nuove di vita e di speranza, risuona il canto dell’alleluia, l’annuncio della risurrezione: Gesù era morto, ma le donne lo hanno incontrato vivo fuori dal sepolcro. “La Risurrezione del Signore è l’annuncio che la morte non ha l’ultima parola, che l’odio non può soffocare per sempre l’amore, che la pace è più forte di ogni conflitto, che c’è speranza per tutti noi”. In questo tempo pasquale siamo chiamati a farci pervadere dalla forza della risurrezione, la forza di un Dio che ha sconfitto la morte e il peccato e che desidera che ciascuno di noi possa rialzarsi da ciò che lo opprime nella certezza che la vita è più forte della morte, la luce più tenace del buio, la pace più potente dell’odio.
La guerra come sconfitta dell’umanità
“La guerra è una sconfitta dell’umanità”, sottolinea il vescovo, “non possiamo assuefarci ad essa e abituarci alle notizie di morte, né fare nostro il linguaggio che la giustifica o la banalizza”. Papa Francesco amava ricordare che “la pace è un’opera artigianale”: nasce da scelte quotidiane, da cuori disarmati, da persone che costruiscono ponti invece di innalzare muri. Allo stesso modo Papa Leone XIV ci ricorda che “la pace non nasce dalla forza dei potenti, ma dal coraggio dei giusti”. Mentre vediamo come l’uso della forza generi solo morte e distruzione per tutta l’umanità, ci rendiamo conto che il coraggio vero – quello del dialogo, del rispetto, del perdono – rimane l’unica via che salva.
Scegliere la logica del Vangelo
La Pasqua, questa Pasqua, ci chiede di scegliere se vivere secondo la logica del mondo – fatta di contrapposizioni, armi e dominazioni – oppure lasciarci trasformare dal Vangelo della pace. Gesù risorto saluta i suoi dicendo: “Pace a voi”. Non è un saluto formale e astratto, ma è un impegno che ci affida. Il Risorto ci sprona a non cedere allo scoraggiamento, a non piegarci alla prepotenza del male, a non aver paura di stare nelle ferite del mondo per essere consolazione e speranza. Non ci chiede di risolvere da soli i conflitti, ma di non diventare complici della violenza, di essere testimoni della speranza possibile anche dove tutto sembra perduto. “L’invito del Risorto è a togliere forza alla violenza con il rispetto della dignità dell’altro e con la mitezza, a risolvere le divisioni con il perdono, a superare le incomprensioni con il dialogo”.
“La pace si costruisce nel cuore e a partire dal cuore, sradicando l’orgoglio e le rivendicazioni, e misurando il linguaggio, poiché si può ferire e uccidere anche con le parole, non solo con le armi”. La forza della risurrezione di Cristo sprona ciascuno di noi a trovare gesti concreti di pace e di speranza da vivere nel quotidiano. Il vescovo Marco conclude con le parole con cui Papa Leone XIV ha iniziato il suo ministero: “La pace sia con voi! Questa è la pace del Cristo Risorto, una pace disarmata e una pace disarmante, umile e perseverante. Proviene da Dio, Dio che ci ama tutti incondizionatamente”. “Buona Pasqua. Di cuore vi benedico”.