Siamo a pochi chilometri da Torino, tra colline selvagge e ancora dense di boschi. Marco e glielo si legge negli occhi mentre il suo sguardo corre sulla pianura sottostante, incorniciata dall’arco alpino innevato ama queste terre. E forse proprio per questo, con sua moglie Ottavia e non senza il supporto operativo del padre Giuseppe, ha deciso di investire su queste colline, acquisendo tra San Sebastiano da Po, Marentino e Casalborgone, 20 ettari di appezzamenti, a partire dal 2008 trasformati in oliveti. La cura dei terreni, la scelta delle cultivar e la pazienza della coltivazione testimoniano una dedizione che si radica in una passione autentica. I loro oliveti, indubbiamente giovani ma già promettenti, si sono così trasformati in una sorta di spazio nel quale osservare e imparare dagli olivi la loro vitalità silenziosa e i loro segreti secolari. È stato da queste piante dunque che, da qualche anno ormai, ha cominciato a nascere il loro olio. Frutto di una storia costruita passo dopo passo e destinata, del tutto in linea con quella degli olivi, a crescere senza fretta ma dando già ora buona prova di sé.
Se l’olivo da progetto diventa passione
Quella di Marco non è un’infatuazione giovanile, ma piuttosto una passione consolidatasi negli anni. Lui e il padre, lavorando fianco a fianco nel loro studio di commercialisti, accarezzavano l’idea di investire in ambito agricolo. Col tempo dunque, in una fase storica in cui ad essere protagonista indiscusso era il vino, decisero di scommettere sull’olio con un preciso intento: contribuire a far rinascere in Piemonte la coltura dell’olivo, di fatto andata perduta dopo un passato in cui aveva giocato comunque un suo ruolo. Così si misero alla ricerca dei terreni giusti, trovarono un agronomo laureato proprio sulla coltura dell’olivo in Piemonte e, impiantati i nuovi oliveti, eccoli pronti alla nuova avventura. Poi, con il primo olio, la scelta di Marco e Ottavia diventa definitiva: lui cede lo studio da commercialista per occuparsi a tempo pieno dei suoi olivi, mentre Ottavia lo supporta sul piano commerciale utilizzando le sue pregresse competenze nel campo del marketing.
Valorizzare il frutto della spremitura delle olive
La pianta dell’olivo, con la sua resilienza e longevità, offre una possibilità concreta di investimento agricolo, ma richiede una cura costante e una gestione attenta. Ogni passo, dalla selezione delle varietà all’irrigazione, dalla raccolta manuale all’attenta spremitura, dalla scelta accurata delle bottiglie alle etichette con cui dare all’olio l’immagine che merita, deve essere curato al massimo per garantire al prodotto finale qualità e coerenza. L’olio degli “Oliveti Giachino” – al momento proposto nelle varietà Armonia, Bianchera e Leccio del Corno – non è però solo un “prodotto”, né vuole essere un olio tra i tanti: esso piuttosto nasce con l’intento di valorizzare il frutto della spremitura delle olive promuovendo al contempo il Piemonte. Fatto quest’ultimo reso decisamente complesso dall’impossibilità al momento – ma Marco, anche in qualità di Presidente del Consorzio per la tutela dell’olio extravergine di oliva Piemonte e Valle d’Aosta, ci sta lavorando – di indicare sulle bottiglie questa provenienza a causa dell’assenza di una denominazione di origine legata alla nostra regione.
L’olio piemontese tra interesse e difficoltà
La scommessa di Marco e Ottavia sull’olio piemontese, e su una qualità che emerge in modo spiccato ad un semplice assaggio, pur a piccoli passi sta comunque facendosi strada. E l’interesse per dar vita a nuovi oliveti in Piemonte, complice anche la langa albese che ha cominciato a guardare a questa specifica coltivazione come a un’opportunità da promuovere e sviluppare, è decisamente in crescita. Questo non impedisce – e Ottavia che promuove il suo prodotto sul campo lo registra quotidianamente – che la cultura dell’olio risulti ancora decisamente poco diffusa, specie poi in una terra come quella subalpina, per tradizione maggiormente legata al burro. E tuttavia anche da parte della ristorazione, specie quella più attenta a offrire ai propri clienti prodotti di qualità, questa sensibilità sembra in crescita e, in questo specifico contesto, diversificare gli oli sta diventando un modo per imprimere ai diversi piatti caratteristiche specifiche e capaci di connotarli in modo unico. E chissà che proprio questo tipo di ristorazione non riesca a veicolare quell’attenzione all’olio che in ultimo è il cuore stesso del progetto degli “Oliveti Giachino”
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Azienda: Oliveti Giachino
Località: San Sebastiano da Po (To)
Telefono: (+39) 335 7372249
Sito web: www.olivetigiachino.it