Green - 07 aprile 2026, 15:17

Fotovoltaico, il consigliere Malandrone chiede chiarezza sugli impianti comunali

Mediante un'interrogazione a risposta scritta, Ambiente Asti sollecita trasparenza sulla reale produzione di energia elettrica

L'efficienza energetica del patrimonio pubblico finisce sotto la lente d'ingrandimento del Consiglio comunale di Asti. Il consigliere di Ambiente Asti, Mario Malandrone, ha presentato un’articolata interrogazione a risposta scritta per fare luce sullo stato di salute e sul rendimento degli impianti fotovoltaici installati negli edifici municipali. Al centro dell'attenzione c'è soprattutto Palazzo Mandela, la cui progettazione d'avanguardia dovrebbe garantire standard energetici elevatissimi che oggi l'opposizione intende verificare con precisione.

La premessa dell'atto ispettivo muove da un contesto internazionale complesso, segnato dai rincari energetici legati alle crisi geopolitiche. Malandrone evidenzia come le tensioni in Medio Oriente e le politiche dell'amministrazione statunitense abbiano prodotto ripercussioni dirette sui mercati globali, colpendo i bilanci degli enti locali e delle famiglie. In questo scenario, la valorizzazione delle fonti rinnovabili locali diventa una priorità assoluta per ridurre la dipendenza dal gas e abbattere le spese correnti dell'Ente.

L'interrogazione punta il dito su una serie di questioni tecniche e amministrative. Per ogni edificio comunale dotato di pannelli, il gruppo Ambiente Asti chiede di conoscere il numero di moduli installati, la potenza nominale, i costi complessivi e l'effettiva produzione annua rispetto a quella stimata in fase di progetto. "Eventuali impianti non funzionanti, inattivi o sottoutilizzati costituiscono uno spreco di risorse pubbliche e un danno economico per la collettività", si legge nel documento, che sollecita la Giunta a chiarire se ogni sistema sia regolarmente collegato alla rete elettrica.

Un capitolo specifico è dedicato al Palazzo Mandela, concepito come struttura NZEB (Nearly Zero Energy Building), ovvero un edificio a energia quasi zero. Il progetto prevedeva un impianto fotovoltaico da circa 155 kW integrato a pompe di calore ad alta efficienza per coprire il fabbisogno elettrico interno. Mario Malandrone chiede ora se i dati reali di esercizio confermino queste prestazioni e per quale motivo i monitoraggi energetici, se disponibili, non siano stati resi pubblici.

L'obiettivo finale dell'iniziativa è garantire la massima trasparenza verso la cittadinanza e spingere l'Amministrazione ad attivarsi tempestivamente per il ripristino di eventuali impianti guasti. Il consigliere chiede inoltre se sia intenzione del Comune adottare interventi urgenti per valorizzare pienamente le installazioni esistenti, trasformandole in un reale strumento di risparmio e sostenibilità per la città di Asti

Redazione


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