Economia e lavoro - 08 aprile 2026, 07:30

Pensioni, arriva il bonus in busta paga per chi posticipa il ritiro

L'Inps precisa che si tratta di una scelta volontaria per aumentare il reddito netto senza oneri fiscali aggiuntivi sulla quota recuperata

L'INPS, attraverso una recente circolare, ha definito nel dettaglio le linee guida per l'applicazione dell'incentivo al posticipo del pensionamento. La misura, che era già stata riconosciuta a chi aveva maturato i requisiti entro la fine del 2025, è stata ufficialmente prorogata dalla Legge di Bilancio 2026. Questa opportunità si rivolge a tutti i lavoratori dipendenti, iscritti all'Assicurazione generale obbligatoria o alle forme sostitutive ed esclusive, che raggiungeranno i requisiti per la pensione anticipata entro il 31 dicembre 2026.

Il meccanismo operativo della norma permette una scelta individuale precisa: il lavoratore può decidere di proseguire l'attività lavorativa rinunciando all'accredito dei contributi previdenziali a proprio carico relativi all'assicurazione per invalidità, vecchiaia e superstiti. In questo caso, il datore di lavoro cessa di versare tale quota all'ente previdenziale e la corrisponde direttamente al dipendente in busta paga. Si tratta di un incremento immediato del salario netto, poiché, in base a quanto previsto dal Testo unico delle imposte sui redditi, tali importi non concorrono alla formazione del reddito imponibile ai fini fiscali.

L'accesso a questa facoltà è regolato da parametri temporali e contributivi ben definiti. Possono usufruirne i dipendenti che hanno maturato entro il 31 dicembre 2025 i requisiti per la pensione anticipata flessibile. Parallelamente, l'incentivo spetta a chi matura entro il 31 dicembre 2026 i requisiti per la pensione anticipata ordinaria, ovvero 41 anni e 10 mesi di contribuzione per le donne e 42 anni e 10 mesi per gli uomini. Esistono comunque specifiche condizioni che restano valide per categorie particolari come il Fondo volo e il settore dei trasporti autoferrotranviari.

Questa iniziativa si inserisce in una strategia più ampia volta a favorire la permanenza volontaria nel mercato del lavoro. L'obiettivo, precisano dall'istituto previdenziale, è offrire maggiore flessibilità nelle scelte individuali, garantendo allo stesso tempo che la quota contributiva a carico dell'azienda continui a essere versata regolarmente. Per rendere operativa la misura, il lavoratore interessato deve inviare una richiesta formale all'Inps, che si occuperà di verificare la sussistenza dei requisiti. L'esito della pratica viene poi trasmesso sia al dipendente che all'azienda tramite il servizio di "Comunicazione bidirezionale". 

Solo dopo l'accoglimento della domanda, il datore di lavoro potrà procedere con gli adeguamenti contrattuali e retributivi necessari. Per ogni ulteriore approfondimento tecnico, l'Istituto rimanda alle istruzioni già fornite con i documenti operativi degli anni precedenti e alla nuova circolare pubblicata sul portale istituzionale.

Redazione