Vacanze Astigiane - 09 aprile 2026, 18:00

Vacanze Astigiane accompagnati dall’imbarazzo della scelta

Domenica prossima riaprono pievi e chiese che compongono il Romanico Astigiano. Non potendo visitarle tutte in una sola giornata, ne suggerisco tre

La Canonica di Vezzolano, splendore ad Albugnano

Il Romanico Astigiano è elegia di emozioni da antiche pietre. Lo avrò detto, magari con altre parole, un milione di volte. Beh, facciamo un milione più una, nell'invito ad approfittare dell'apertura di gran parte del patrimonio storico che lo compone, domenica prossima, 12 aprile, grazie a Turismo in Collina, encomiabile associazione che da tempo sta rendendo fruibile quell'unicum architettonico e paesaggistico che caratterizza le campagne del Nord Astigiano.

Secondo, Nazario, Celso, Lorenzo, Pietro, Giorgio o Michele, nel Nord Astigiano non sono solo nomi di santi, ma luoghi spettacolari dove viaggiare indietro nel tempo, spesso e volentieri nella fantastica sensazione di esclusiva solitudine. Patrimonio di bellezza con epicentro nella spettacolare abbondanza della Canonica di Vezzolano, ad Albugnano, che, evviva, trovate aperta dal giovedì alla domenica dalle 10 alle 18.

Passata la pausa invernale, gran parte di quel patrimonio storico che compone il Romanico Astigiano riapre, con replica di pievi e chiese visitabili ogni prima domenica del mese fino ad ottobre, dalle 10 alle 12.30 e dalle 15 alle 18. Sono una ventina i luoghi da sogno aperti, approfittatene, almeno una volta al mese, tanto da non perderne alcuna, da qui all’autunno, riempendo di timbri la Carta Generale della Rete Romanica in Collina

Ma, veniamo a domenica prossima. Suggerirei di cominciare il Tour Romanico A Cortazzone, per la chiesa di San Secondo che sorge sulla collina di Mongiglietto, a circa un chilometro dal borgo. La si scorge al fondo di un vasto spiazzo erboso, inserita con maestà nel paesaggio, al centro di una corona di verdi colline. Bellissimo esempio del miglior Romanico Astigiano, San Secondo è un concentrato di antiche simbologie cristiane. Non manca la rappresentazione di scene erotiche con l'ostentazione di attributi sessuali, per sottolineare la bestialità del sesso, a vantaggio della vita spirituale. Non a caso all’esterno del luogo sacro, rivolte verso il mondo profano.

Non lontano, Montechiaro d’Asti e la chiesa dei Santi Nazario e Celso, maestosamente isolata su un piccolo colle, ad un paio di chilometri dal paese. Posto da favola, non a caso definita “perla del Romanico Astigiano” la chiesa ha un forte effetto cromatico dato dall’alternanza di mattoni e pietra arenaria; quasi completamente circondata da alberi, tranne nella facciata dove si può apprezzare il sagrato di erba e pietre, chiuso a nord dal maestoso campanile. Dopo averla visitata, fate un giro anche a Montechiaro, una delle tante ville nove, nate come funghi nel periodo di massima espansione di Asti, tra XII e XIII secolo. Tra le sue numerose testimonianze del passato, molto bella la torre civica, medioevale, detta il portone, da lì si passava per accedere al borgo sin dal 1200.

A seguire, Castell’Alfero e la chiesa campestre della Madonna della Neve. Chiesa che sorge isolata, a circa due chilometri dal centro abitato, su un punto in cui passava una strada collaterale alla via Francigena, importante nel sistema delle strade dell’Astigiano. Nel catasto di Castell’Alfero del 1398 la chiesa “S. Maria de Viallo” compare come riferimento stradale, in un area territoriale anticamente chiamata “Viale” o “Viallo”. Il suo campanile è l’unico a sezione circolare nella zona ed è piuttosto raro nella casistica dei campanili romanici in genere. Scordavo, prima della chiesa passate a far rituale visita al favoloso castello dei Conti Amico. Un giro nell’Astigiano senza un castello è definibile nullo, quindi, godetevi quello che era un castello, poi trasformato in affascinante palazzotto dalla mano magica di Benedetto Alfieri. Resta, e da solo vale la gita, uno tra i più affascinanti panorami di tutto l'Astigiano.

Davide Palazzetti


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