Attualità - 10 aprile 2026, 17:01

Piemonte, commercio in calo: confronto tra confcommercio e regione sulla desertificazione commerciale

Il settore ambulante perde il 26% degli operatori in dieci anni, focus su mercati e rilancio del commercio di prossimità

Si è svolto mercoledì 8 aprile l’incontro tra i rappresentanti di Confcommercio Piemonte e della Federazione italiana Venditori ambulanti (Fiva Confcommercio) e l’assessore regionale al commercio Paolo Bongioanni, al centro del quale è stato affrontato il tema della desertificazione commerciale e delle possibili strategie di rilancio del settore.

Il confronto nasce da un quadro economico che, negli ultimi anni, evidenzia una contrazione significativa: in Piemonte, nell’ultimo decennio, il numero degli ambulanti è diminuito di quasi il 26%, mentre i mercati locali risultano sempre meno attrattivi, anche a causa degli spazi vuoti e delle criticità legate alla normativa nazionale sulle concessioni.

Parallelamente, anche il commercio di prossimità in sede fissa registra un forte arretramento: tra il 2012 e il 2025 le attività al dettaglio hanno subito un calo del 27,2% nei centri storici e del 23,6% nelle periferie.

Il confronto tra le parti

Nel corso dell’incontro, le parti hanno discusso la necessità di introdurre strumenti per sostenere e rivitalizzare il commercio, con particolare attenzione ai mercati come presidi economici e sociali del territorio, soprattutto nelle aree urbane e rurali minori.

Tra le proposte emerse figurano il rafforzamento del commercio di prossimità, l’adozione di modelli innovativi di gestione dei punti vendita, l’integrazione con servizi alla comunità e l’utilizzo di tecnologie digitali per l’ammodernamento dell’offerta.

Confcommercio Piemonte ha inoltre sottolineato l’importanza di sostenere la nuova imprenditorialità e di valorizzare il ruolo delle aree mercatali.

Le richieste degli operatori ambulanti

Fiva Confcommercio ha invece posto l’attenzione sulle criticità del settore del commercio su area pubblica, chiedendo interventi su concorrenza sleale, revisione dei criteri regionali e misure per il rilancio dell’attrattività dei mercati.

Gli operatori hanno ribadito come i mercati ordinari rappresentino un servizio essenziale di vicinato per la collettività, chiedendo strumenti di tutela e valorizzazione adeguati.

Redazione