Attualità - 10 aprile 2026, 16:31

Sanità ad Asti, Isnardi (Pd): “Con il personale in calo difficile garantire servizi adeguati”

Il consigliere regionale denuncia il saldo negativo di infermieri e oss all’Asl Asti e richiama le criticità del sistema

Il consigliere regionale del Partito democratico Fabio Isnardi interviene sulla situazione della sanità astigiana, commentando i dati relativi al personale sanitario nel 2025 e sottolineando un saldo complessivamente negativo all’interno dell’Asl di Asti.

Nel corso dell’ultimo anno, secondo quanto riportato dal consigliere, il territorio ha registrato una diminuzione di 35 unità complessive, tra pensionamenti, dimissioni e altre cause: 13 infermieri, 6 operatori socio sanitari e 16 tecnici sanitari.

Sul fronte dei medici si evidenzia invece un incremento di 26 unità, di cui 19 assunti a tempo indeterminato, a cui si aggiunge un aumento di 12 unità nell’area amministrativa. Un dato che, secondo Isnardi, non modifica però il quadro generale.

Il consigliere richiama infatti anche una lettura di lungo periodo: l’Asl astigiana avrebbe registrato una crescita del personale medico solo dopo due anni consecutivi di calo.

I dati sono stati illustrati dal gruppo consiliare del Partito democratico nel corso di una conferenza stampa, sulla base di informazioni ottenute tramite accesso agli atti. Isnardi evidenzia inoltre come, a livello regionale, il 55% dei medici e il 43% degli infermieri che lasciano il servizio lo faccia a seguito di dimissioni, spesso per passaggio ad altre aziende sanitarie o al settore privato.

"Spesso cambiano semplicemente Asl o si spostano nel privato, ma nei casi in cui non si presenta una legittima voglia di cambiare, temo siano da imputare le condizioni di lavoro non ideali nella sanità pubblica piemontese", afferma l'esponente regionale.

Richiamato anche il tema delle future strutture sanitarie sul territorio, con particolare riferimento al presidio Valle Belbo di Nizza Monferrato: "Con infermieri e oss in calo, e un appena lieve aumento di medici, non vorrei che dopo anni di attesa il servizio che verrà offerto ai cittadini della Valle Belbo non fosse adeguato alle reali esigenze di una popolazione che invecchia", conclude.

Redazione