Lunedì 20 aprile, alle 10.30, a Roddi, al Campo Base Itinera, andrà in scena l’evento dedicato al completamento della A33 Asti-Cuneo, l’autostrada che per decenni ha rappresentato una delle incompiute più note del Piemonte.
Ad annunciare l’iniziativa come un vero e proprio evento, sono Regione Piemonte, Asti-Cuneo del gruppo ASTM e il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Tra gli interventi annunciati figurano il ministro Matteo Salvini, il presidente della Regione Alberto Cirio e Umberto Tosoni, amministratore delegato del gruppo ASTM.
Una vicenda infinita
Quella della A33 è una storia infrastrutturale che si trascina da oltre trent’anni e che nel tempo è diventata quasi un simbolo nazionale dei ritardi italiani.
La prima concessione risale infatti al 5 aprile 1991 e l’opera avrebbe dovuto essere conclusa nel 1996, ma il tracciato ha attraversato stop, revisioni progettuali, problemi finanziari e lunghi anni di stallo.
Il collegamento è stato finalmente reso percorribile lungo tutto il suo asse dal 30 dicembre 2025, anche se in modalità provvisoria di cantiere e con un breve tratto su una sola carreggiata a doppio senso di marcia.
La chiusura definitiva dei lavori e l’apertura della seconda carreggiata sono state fissate entro aprile 2026, e l’appuntamento del 20 aprile si inserisce proprio in questo passaggio conclusivo.
L’ultimo tratto e il nodo Alba
Il completamento ha riguardato in particolare l’ultimo lotto tra Alba Ovest e Cherasco, un segmento considerato decisivo per cucire finalmente insieme il tracciato autostradale tra Asti e il Cuneese. I lavori, secondo i dati diffusi al momento dell’apertura al traffico, hanno compresso in circa quindici mesi un cronoprogramma inizialmente più lungo, consentendo di arrivare al completamento funzionale entro la fine del 2025 ��.
Resta tuttavia ancora aperto il capitolo dell’adeguamento della tangenziale di Alba, che continua a essere indicato come l’ultimo vero nodo di un dossier rimasto a lungo impantanato ���. Proprio per questo la cerimonia annunciata a Roddi assume un valore che va oltre il protocollo: segna la fine di un cantiere storico, ma non cancella del tutto le domande che per anni hanno accompagnato questa infrastruttura.
Un asse per il territorio
La A33 Asti-Cuneo fa parte della rete europea E74 e ha una funzione strategica sia per la mobilità locale sia per il sistema economico del basso Piemonte, collegando l’Astigiano, l’Albese, il Roero e il Cuneese lungo un corridoio importante per imprese, turismo e logistica.
In questi anni il completamento dell’autostrada è stato raccontato come una leva di connessione territoriale capace di ridurre tempi di percorrenza e rafforzare l’accessibilità di un’area ad alta vocazione produttiva e culturale.
Per questo il 20 aprile non sarà soltanto una data tecnica. Sarà, soprattutto, il tentativo di consegnare al territorio un’opera a lungo promessa e troppo a lungo rimasta sospesa, tra attese, polemiche e rinvii.