Dal 19 aprile al 3 maggio i suggestivi camminamenti del castello dei Marchesi di Moncalvo, presso l'area EXPO in piazza Castello 4, ospiteranno la straordinaria mostra collettiva "La Fondazione Artistico-Culturale Remo Faggi". Un appuntamento di grande rilievo nel panorama artistico piemontese e nazionale, capace di far dialogare maestri storicizzati e voci autorevoli dell'arte contemporanea. L’inaugurazione ufficiale è fissata per domenica 19 aprile alle 16:30, con ingresso libero per tutti i visitatori.
Il dialogo tra Novecento e contemporaneità
L’esposizione presenta un accurato nucleo di otto artisti, tra cui spiccano due protagonisti del Novecento e sei interpreti dell’arte contemporanea. Il percorso espositivo si aprirà con la poliedrica figura del novecentista Remo Faggi, definito il pittore delle cinque anime per la sua capacità di attraversare il paesaggio, la figurazione umana, il fervore religioso, la natura morta e l'astrazione. La sua è una pittura profondamente evocativa e radicata nella materia emotiva del reale.
Accanto a lui trova spazio la ricerca visionaria di un altro grande maestro storicizzato, Aldo Pallanza, la cui opera si colloca in una dimensione sospesa tra il reale e il fantastico. Sulle sue tele, le figure e le geometrie materiche si fondono in un linguaggio pittorico di forte intensità immaginativa.
Le firme dell'arte contemporanea
Tra gli artisti contemporanei in mostra, Marco Faggi sviluppa una pittura astratta e scenografica in cui la materia prevale sul colore, generando composizioni di forte impatto spaziale ed espressivo. La ricerca di Roberto Besana si distingue invece per un linguaggio evocativo e tattile, fatto di stratificazioni materiche e cromatismi luminosi che trasformano la superficie pittorica in una vera e propria esperienza sensoriale.
L’universo creativo di Brio R.F.M. si muove con disinvoltura tra pop art, illustrazione e dimensione fiabesca, caratterizzandosi per un uso audace del colore e una forte impronta anticonvenzionale. La geometria astratta è il campo d’indagine scelto da Luigi Cei, che costruisce composizioni rigorose e simboliche in bilico tra segno, forma e memoria ancestrale.
Simboli universali e linguaggi intimisti
Al centro della poetica di Simonetta Pantalloni emerge il nodo come simbolo universale di vita e destino, un elemento ricorrente in opere di grande tensione narrativa e simbolica. Infine, la pittura di Vanna Tagini si distingue per un linguaggio intimista e riflessivo, capace di unire forza espressiva e delicatezza cromatica in un dialogo sempre aperto con il mondo.
La direzione artistica dell'evento è affidata al noto pittore Pablo T, affiancato dal coordinamento e dalla consulenza di Romina Tondo. All'inaugurazione saranno presenti anche i critici d’arte Giovanni Crotti e Roberto Portinari, a conferma del grande prestigio culturale dell’iniziativa, che saprà restituire al pubblico un’esperienza estetica immersiva in una cornice storica d'eccezione.