Se Carlo Demartini non viene confermato Amministratore Delegato scrivo in Banca d’Italia perché vedo in questo un segnale inequivocabile della volontà di vendere la Banca.
Mi opporrò con tutte le forze e le conoscenze che ho mantenuto a un disegno che per la Banca è un salto nel buio e per qualcuno è un piano diabolico a danno del territorio, dell’economia e delle imprese e degli oltre duemila dipendenti e delle loro famiglie compreso tutto l’indotto commerciale che rappresentano.
Mi appello al buon senso dei componenti del cda della Fondazione a evitare che vengano ricordati come quelli che hanno affossato un piano di sviluppo della più grande azienda del territorio con oltre 180 anni di storia gloriosa legata ad Asti e al Piemonte.
Molti di questi amministratori erano con me. Insieme con coerenza abbiamo assunto decisioni e deliberazioni per mantenere autonoma Banca di Asti, un modello unico in Italia con una governance delle Fondazioni.
Mario Sacco