Una situazione di criticità diffusa e stratificata nel tempo che richiede risposte urgenti e una programmazione organica. È questo il fulcro dell'interrogazione presentata dai consiglieri di minoranza Mario Malandrone (Ambiente Asti), Gianfranco Miroglio (Europa Verde-Verdi), Vittoria Briccarello e Mauro Bosia (Uniti si può) in merito alla situazione della frazione Valleandona. Il documento nasce da un'assemblea pubblica molto partecipata, durante la quale i cittadini hanno stilato un elenco dettagliato di problematiche, formalmente consegnato alla Giunta lo scorso 26 febbraio 2026.
Al centro delle preoccupazioni figurano i lavori pubblici e la tenuta delle infrastrutture. Viene segnalata una rete idrica soggetta a continue rotture e, fatto ancor più grave, un cedimento della condotta fognaria all’altezza del numero 5 della strada che collega Valleandona alla Provinciale 10, con conseguente erosione della carreggiata. La sicurezza stradale è un altro tema caldo: i residenti chiedono l'introduzione del limite di velocità a 30 km/h nelle aree abitate, l'installazione di dissuasori e la realizzazione di marciapiedi per evitare che i pedoni debbano transitare sulla carreggiata tra la piazza e il bivio per la Collina del Castello.
Un capitolo rilevante riguarda il decoro urbano e la gestione dei servizi. La piazza principale versa in condizioni di abbandono, con panchine deteriorate e una bacheca pubblica fatiscente. Sul fronte ambientale, i cittadini lamentano un forte squilibrio tra l'alto costo della TARI e la qualità dei servizi erogati, segnalando fenomeni ricorrenti di abbandono di rifiuti nelle aree boschive e in località Cravera. Per contrastare il degrado, viene proposta l'installazione di fototrappole e l'attivazione di una stazione ecologica mobile.
L'interrogazione solleva dubbi anche sulla valorizzazione turistica dell'area. In particolare, si chiede conto del fabbricato e del parcheggio "della balena", un progetto risalente al 2004 realizzato con tecniche bio-edilizie che non è mai entrato pienamente in funzione. Attualmente, i pullman turistici diretti agli affioramenti fossili sono costretti a sostare in posizioni insicure sulla carreggiata, mentre la gestione dei sentieri risulta penalizzata da contratti di manutenzione scaduti da oltre vent'anni.
"Risulta avviato esclusivamente un intervento relativo al consolidamento di una frana", sottolineano i firmatari nel documento, chiedendo alla Giunta se sia stato finalmente predisposto un cronoprogramma dettagliato degli interventi e quali siano i tempi previsti per dare risposte concrete alla frazione. Tra le proposte strategiche avanzate dai cittadini figura anche la creazione di una viabilità alternativa per alleggerire il traffico nel centro abitato, collegando l'area del cimitero alla zona parrocchiale.