Asti - 18 aprile 2026, 09:18

Sanità, Franco (Cgil): "Sospensione protesta? Non per attendere la Regione, ma per imbarazzo sul contratto"

La segretaria replica al Nursind: "Nessuna risposta utile dall'Assessorato. Il vero problema è un Ccnl depauperante e accordi regionali peggiori. Proporre buoni benzina per turni massacranti è follia"

Un botta e risposta infiamma il dibattito sindacale sulla sanità astigiana. Dopo la nota del Nursind di ieri, interviene Arianna Franco con una replica che non lascia spazio a fraintendimenti. Secondo la rappresentante, "la vera motivazione della sospensione della protesta da parte delle OS firmatarie, credo abbia poco a che vedere con l'attesa di risposte da parte dell'Assessore Regionale alla sanità".

Franco ricorda che "dalla Regione Piemonte nulla è arrivato che non fosse estremamente parziale e divisivo in termini di retribuzione, diritti e valorizzazione del personale sanitario". Alla base della sospensione, a suo giudizio, ci sarebbe piuttosto "un'insanabile difficoltà delle suddette sigle di giustificare con le lavoratrici e i lavoratori il fatto di aver firmato un CCNL gravemente depauperante e un accordo regionale anche peggio".

Carenze trasversali e personale spremuto

La situazione all'interno dell'Asl astigiana è critica. "La nostra Asl necessita in tempi brevi, anzi brevissimi di una nuova iniezione di personale", sottolinea Franco, precisando che "non è corrispondente al vero dichiarare che le carenze più gravi riguardino gli infermieri". Esiste invece "una penuria assolutamente trasversale che va dagli infermieri a tutto il personale tecnico, amministrativo e assistenziale". Questi ultimi profili professionali, se lavorano nell'emergenza-urgenza, risultano "pesantemente penalizzate economicamente dal nuovo Ccnl e dagli accordi regionali".

È "privo di fondamento", aggiunge, "dichiarare che la nostra Asl abbia fatto il possibile in termini assunzionali". Le carenze di personale, "in questa fase di grandi evoluzioni della sanità territoriale, rischiano di generare grave pregiudizio ai servizi e al personale stesso, sottoposto a turni massacranti e senza certezze organizzative nelle nuove strutture".

"Buoni benzina? Una mancetta, non così si tutela la sanità pubblica"

La denuncia più aspra riguarda le proposte avanzate per gestire l'emergenza. "Proporre di indennizzare le maggiori prestazioni, i salti riposo e il mancato rispetto di un fisiologico recupero psicofisico con buoni benzina o bollo auto è semplicemente follia", afferma Franco. "Stiamo dicendo alle lavoratrici e i lavoratori che possono essere spremuti in cambio di una mancetta. Questa sì che sarebbe una soluzione che permetterebbe di gestire malamente servizi gravando unicamente sulle spalle dei dipendenti".

"È inaccettabile che passi il concetto che si possa monetizzare la riduzione di tutele e diritti", conclude. *"L'unica vera dimostrazione di sostegno per il lavoro nella sanità pubblica è stato il rifiuto a firmare il CCNL 2022/2024 e contestare con forza quanto previsto dagli accordi regionali conseguenti"*.

Redazione