L'incubo della Peste suina africana (Psa) torna a farsi minaccioso a ridosso del territorio astigiano, riaccendendo i timori degli allevatori e delle istituzioni locali. Dopo un periodo di relativa stasi invernale in cui il virus sembrava aver arrestato la sua corsa, gli ultimi dati diffusi dall'Istituto zooprofilattico sperimentale del Piemonte e della Liguria delineano un quadro in peggioramento.
L'aggiornamento aggiornato al diciannove aprile registra infatti una crescita complessiva dei contagi che porta il totale dei positivi tra i cinghiali selvatici a quota 2.079 casi, spalmati tra le due regioni.
Il secondo caso a Bubbio
Per quanto riguarda strettamente la provincia di Asti, l'attenzione si concentra nuovamente sulla Langa astigiana. I monitoraggi hanno confermato una nuova positività tra gli ungulati selvatici ritrovati nel territorio comunale di Bubbio. Si tratta del secondo caso registrato nel paese, che va ad aggiungersi all'episodio riscontrato lo scorso anno, portando il totale dei casi in Piemonte alla soglia degli 804 contagi.
Sul fronte ligure, invece, l'epidemia continua a espandersi con tre nuove positività individuate tutte in provincia di Savona: due carcasse infette sono state recuperate a Cairo Montenotte e una a Dego, facendo lievitare il conto regionale a ben 1.275 casi accertati.
Allarme allevamenti, focolaio a Montechiaro d'Acqui
Ma a destare le preoccupazioni maggiori in questi giorni non è tanto la diffusione tra i selvatici, quanto l'avanzata del virus all'interno delle strutture produttive. Il bollettino ufficiale segnala infatti l'accertamento di un nuovo focolaio – il decimo a livello interregionale – all'interno di un allevamento suinicolo.
La positività al virus è esplosa in una struttura semibrada che ospitava circa ottanta capi a Montechiaro d'Acqui, comune dell'Alessandrino situato a pochissimi chilometri dal confine astigiano. Trattandosi di un'area già inserita in "zona di restrizione 2" e storicamente battuta dai cinghiali infetti, l'unità di crisi si è riunita in via d'urgenza venerdì scorso disponendo l'immediato abbattimento precauzionale di tutti i suini presenti nell'allevamento, per evitare il proliferare della catena infettiva.
A livello nazionale, con l'inclusione di Montechiaro d'Acqui, il numero totale dei comuni italiani in cui è stata osservata almeno una positività alla Peste suina africana sale a quota 196.