Attualità - 21 aprile 2026, 12:48

Portacomaro non dimentica: un anno fa moriva il Papa delle radici astigiane

Il 21 aprile 2025 il mondo perdeva Jorge Mario Bergoglio. Nell'Astigiano, terra dei suoi avi, il ricordo si è fatto preghiera, libri e documentari

Ph Vatican Media

"Alle 7.35 il Vescovo di Roma è tornato alla casa del Padre". Con quelle parole, pronunciate dal cardinale Farrell nella mattina del 21 aprile 2025, il mondo apprese la morte di Papa Francesco. Aveva 88 anni. Era il Lunedì dell'Angelo, giorno di Pasquetta, e la notizia raggiunse anche un piccolo borgo dell'Astigiano — Portacomaro — che con Jorge Mario Bergoglio condivideva qualcosa di più di una devozione: il sangue.

Le radici, da Passerano a Buenos Aires

La famiglia Bergoglio affondava le proprie origini tra le colline del Basso Monferrato, nei comuni di Passerano Marmorito e Cocconato d'Asti. Il trisnonno Giuseppe Bergoglio era nato nel 1816 a Schierano, mentre a Montechiaro d'Asti nacque nel 1857 il bisnonno Francesco, battezzato nella chiesa di San Bartolomeo di Portacomaro — la stessa in cui oggi vivono i ricordi del Pontefice. Il nonno Giovanni Bergoglio nacque a Portacomaro Stazione nel 1884; fu lui, insieme alla moglie Rosa Vassallo, a lasciare il Piemonte nel 1929 in cerca di fortuna in Argentina. Bergoglio non aveva mai fatto mistero di quelle radici: raccontava che suo padre "era di Portacomaro", paese in cui gli avi avevano acquistato la prima casa e costruito le altre.

Un anno dopo, il paese si raccoglie

A un anno esatto dalla scomparsa, Portacomaro ha voluto ricordare il suo Papa con una serata nella chiesa parrocchiale di San Bartolomeo. Il vescovo di Asti Marco Prastaro è intervenuto per presentare il suo libro Tra voi non sia così – Il potere nella Chiesa, dialogando con Stefania Bensi ed Emanuele Cotti, alla presenza della cugina del Pontefice Carla Rabezzana, che vive ancora nel paese. In quell'occasione è stata esposta anche l'opera assegnata a Papa Francesco dal Premio Bancarella per la sua autobiografia Spera, scritta in collaborazione con lo scrittore astigiano Carlo Musso.

Le celebrazioni si sono estese anche ai giorni successivi: oggi, 21 aprile, alle 18 nella chiesa di Portacomaro, e domani 22 aprile nella chiesa di Portacomaro Stazione, don Luigino Trinchero presiede due messe di suffragio nei luoghi in cui la famiglia Bergoglio visse prima della grande emigrazione.

Il documentario e la memoria viva

Ad Asti il ricordo del Pontefice si è fatto anche racconto cinematografico. L'8 aprile scorso, alla Sala Pastrone, è stato presentato il documentario "L'Argentina di Francesco", prodotto da Telepace in collaborazione con Vatican News. Senza voce narrante, il film ricostruisce il cammino pastorale di Bergoglio attraverso le testimonianze di chi lo conobbe come arcivescovo di Buenos Aires, prima che diventasse il Papa che avrebbe poi espresso il desiderio di tornare — almeno in spirito — nella terra dei suoi avi. Lo aveva fatto fisicamente nel novembre 2022, con una visita privata ad Asti e a Portacomaro per incontrare le cugine Carla Rabezzana e Delia Gai di Tigliole.

A Roma, nel frattempo, la basilica di Santa Maria Maggiore — dove Francesco è sepolto dal 26 aprile 2025 — ha accolto fedeli e pellegrini per la messa commemorativa, durante la quale è stato letto un messaggio di Papa Leone XIV. Una lapide in bronzo è stata svelata nella Cappella Paolina, a perenne memoria del legame tra Francesco e l'icona della Salus Populi Romani, davanti alla quale il Pontefice sostò per ben 126 volte durante il suo pontificato.

Portacomaro, intanto, custodisce ancora quel legame fatto di archivi parrocchiali, volti familiari e una chiesa in cui il nome Bergoglio risuona come qualcosa di proprio. Un anno fa le campane suonarono a morto. Oggi suonano ancora, ma per ricordare.