La Giunta Regionale, per tramite dell'Assessore Fedrico Riboldi, ha risposto all'interrogazione n. 850 presentata dalla consigliera Alice Ravinale in merito alla morte di Christian Guercio nel carcere di Quarto d'Asti. L'Interrogante chiedeva di sapere se le dimissioni di una persona fragile, certificata psichiatrica dall'età di 10 anni e nota sia all'ASL che al Serd di Asti, senza essere stata sottoposta a visita psichiatrica in Pronto Soccorso, risultassero conformi alle procedure.
La ASL interpellata riferisce che la relazione acquisita dal Direttore della Struttura di Psichiatria attesta la conformità alle procedure relativamente al percorso di cura del paziente in sede di accesso al Pronto Soccorso, nello specifico effettuazione della visita psichiatrica in consulenza a seguito di richiesta del PS.
Quanto al mancato interpello della famiglia, che aveva chiamato l'ambulanza e richiesto soccorso, la risposta della Regione chiarisce che il paziente ha avuto l'accesso al PS in stato riferito di arresto, accompagnato dalle Forze dell'Ordine. Non essendo lo stesso interdetto, inabilitato o amministrato, "le informazioni sul suo stato di salute potevano essere fornite esclusivamente al medesimo". Dalla relazione del Direttore SC MECAU risulta che il paziente fu dimesso in custodia delle Forze dell'Ordine alle ore 10.04.
Sui controlli effettuati da parte del personale sanitario del carcere, la ASL AT riferisce che sono stati seguiti i criteri di valutazione previsti dal "Protocollo d'intesa tra ASL AT e la Direzione della Casa di reclusione di Asti per la prevenzione e riduzione del rischio autolesivo e suicidario" vigente presso l'Istituto. Dalla relazione del Direttore SC MECAU emerge che la parte del verbale riferita alla dimissione del paziente, la dizione "stato di agitazione psicomotoria" è sempre riferita alla causa di accesso al Pronto Soccorso.