Una sanità capace di anticipare i bisogni, di accompagnare le persone lungo tutto il percorso di vita e di promuovere la prevenzione prima ancora della cura. È questo il cambio di paradigma, che punta a superare il tradizionale modello puramente ospedaliero per portare la cultura della salute a domicilio, emerso con forza dal terzo incontro promosso dalla Fondazione Astigiana per la Salute del Territorio insieme a Utea.
L'evento, svoltosi nei giorni scorsi al polo universitario Astiss e introdotto dalle riflessioni del dottor Ferruccio Balistreri, consigliere della Fondazione, ha tracciato la nuova geografia dei servizi sanitari per i 105 comuni che fanno parte del bacino dell'Asl di Asti.
La nuova geografia dell'assistenza
Il cuore della mattinata è stato dedicato alla "messa a terra" dei progetti legati al PNRR. Elena Tamietti, direttore del distretto Asl, e Katia Moffa, direttore delle professioni sanitarie, hanno illustrato il funzionamento delle nuove strutture di prossimità. Nelle Case della Comunità – con sedi già individuate a Canelli, Nizza Monferrato, Villafranca, Calliano e, in futuro, ad Asti – opereranno in sinergia medici di base, pediatri, specialisti, psicologi e assistenti sociali.
Fondamentale in questo scenario sarà la figura dell'infermiere di famiglia e di comunità (IFeC). Come spiegato durante l'incontro, negli ultimi due anni sono stati inseriti circa 60 professionisti dedicati all'assistenza domiciliare sul territorio astigiano, con tempi di attivazione degli interventi spesso garantiti nella stessa giornata. Un modello che si affianca a iniziative di grande impatto sociale, come le 15 Palestre della Memoria, che oggi coinvolgono 500 anziani over 70 in dieci comuni, offrendo stimolazione cognitiva e preziosi momenti di socializzazione.
Il prossimo incontro: viaggio nel cuore
Il ciclo di divulgazione "Parliamo di Salute" non si ferma qui. Il prossimo e attesissimo appuntamento è fissato per sabato 9 maggio, sempre al polo universitario Astiss, dalle ore 10 alle 12.
L'incontro sarà dedicato a un affascinante "Tour nel mondo cardiovascolare". A guidare il pubblico in questo viaggio alla scoperta della prevenzione e della cura del cuore sarà un parterre di primissima linea: il dottor Marco Scaglione, direttore della struttura complessa di Cardiologia e del Dipartimento di Medicina dell’Asl, il dottor Alberto Pecchio, direttore della struttura complessa di Chirurgia vascolare, e il cardiologo Domenico Caponi.
Come ha ricordato la presidente della Fondazione, Luisa Amalberto, l'obiettivo di questi incontri è anche quello di sensibilizzare la cittadinanza sull'importanza di sostenere la sanità locale. È infatti possibile contribuire all'acquisto di nuove attrezzature per l'ospedale Cardinal Massaia e per i presidi territoriali donando il 5x1000 alla Fondazione (Codice Fiscale 92078480057) nella propria dichiarazione dei redditi.