Gentile Direttore,
i Comitati Art. 32 dell’astigiano hanno avuto occasione di incontrarla, su loro richiesta, in due occasioni: nel mese di febbraio del 2025, poco dopo il suo insediamento a Direttore Generale, e il 13 gennaio 2026. Nella prima occasione i Comitati hanno esposto gli obiettivi del proprio operato, in difesa dell’Art. 32 della Costituzione, e hanno messo in evidenza, portandole esempi concreti, problemi e criticità esistenti nella sanità astigiana. I Comitati Le hanno tra l’altro presentato una memoria scritta riguardante il sud astigiano e una serie di richieste specifiche. Quella che si ritiene più importante e di cui si discute ormai da troppi anni, è l’attivazione di un Hospice ad Asti, che consenta la copertura dei residenti in città e del nord della Provincia.
I Comitati, in entrambe le occasioni, ma anche nella comunicazione verso la stampa locale e la cittadinanza sui temi sanitari, hanno sempre cercato di mantenere un atteggiamento equilibrato, essendo consapevoli della complessità dei problemi sanitari. Alcuni, come quello delle liste di attesa, sono di carattere generale e non sono risolvibili se non con interventi a livello nazionale.
Negli ultimi tre mesi, quanto percepito dalla cittadinanza e portato all’attenzione dei Comitati è che la situazione tenda a peggiorare. Ci riferiamo in particolare a problemi con Lei discussi quali:
Nuovo Presidio della Valle Belbo. Avrebbe dovuto supportare l’Ospedale Cardinal Massaia, prevedendo: due salette chirurgiche di Day Surgery, un potenziamento della radiodiagnostica, un reparto di Medicina, dedicato a pazienti selezionati. Non abbiamo avuto rassicurazioni su questi temi e ci preme ricordare che, come più volte segnalato, nella DCR del 6/12/2022 n. 253 – 24273 inerente: “ nuova organizzazione distributiva del Presidio Ospedaliero “ non figura l’Hospice attualmente operativo presso il Presidio di Nizza S. Spirito.
Ospedale di Comunità e Casa di comunità nella ex-Maternità di Asti. Ritardi progettuali sul PNRR hanno causato la perdita dei finanziamenti. I 20 posti letto assistenziali che vi dovevano essere allocati sono stati dirottati nel vecchio Ospedale di Nizza, probabilmente andando a sostituire i posti letto CAVS già operanti. I Comitati ritengono che, stante le necessità della popolazione, i posti letto debbano essere aggiuntivi e non sostitutivi. Temono inoltre che sia stata posta una pietra tombale sugli interventi dell’ex Maternità, con grave nocumento per la città di Asti.
Hospice Asti e Nord Astigiano. Secondo quanto previsto, l’Hospice doveva essere allocato nell’ex-Maternità. Nel corso dell’ultimo incontro ci è stato comunicato che avrebbe trovato temporaneamente spazio nell’Ospedale Cardinal Massaia, presso la Lungodegenza o meglio in sua sostituzione. I rappresentanti dei Comitati le hanno espresso forti perplessità, essendo consapevoli che, in un passato non certo remoto, le lungodegenze erano 2, dotate di 30 posti letto sempre saturati. A precisa domanda su come si poteva sopperire a tale mancanza la S.V. ha risposto che, al momento, risultano liberi numerosi posti nei reparti di Chirurgia. Tale risposta, invece di rassicurare, crea ulteriori preoccupazioni circa gli attuali (e i futuri) livelli di produttività e di attrattività dell’Ospedale Cardinal Massaia.
Ci giunge da ultimo la preoccupante notizia che la Regione, andando contro alla sua stessa Deliberazione del 2022, non sarebbe più intenzionata a prevedere e quindi a concedere i 12 posti letto Hospice per Asti e Nord Astigiano. Se confermata questa sarebbe una decisione inaccettabile per la cittadinanza.
Trasporti malati oncologici e non autosufficienti. La Regione, secondo quanto da Lei comunicato, ha interrotto la gratuità dei trasporti. I Comitati ritengono che negare il trasporto alle numerose persone in gravi condizioni di malattia e di disabilità che non sono in condizioni di pagare i trasporti possa portare alla decisione di interrompere le terapie e possa in definitiva rappresentare una sorta di condanna a morte. Le avevamo chiesto di studiare soluzioni sostitutive, anche solo parziali, per ovviare al problema. Non abbiamo avuto risposte.
Prericovero prima degli interventi. Sono state evidenziate difficoltà organizzative che non consentono l’esecuzione dei prericoveri in un’unica giornata. Ciò ha conseguenze sia logistiche sia economiche sui pazienti, in particolare per quelli che provengono da fuori città, che per i non autosufficienti. Non abbiamo avuto risposte.
Più in generale i Comitati riscontrano un generale malcontento da parte dei cittadini. Vi è la sensazione che, rispetto a un recente passato, l’Ospedale stia perdendo la sua attrattività per i pazienti ma anche per gli stessi operatori sanitari. La classifica tra i migliori ospedali italiani, fatta dal World's Best Hospitals di Newsweek, ci ha portati dal 62° posto nel 2024, al 67° nel 2025, al 79° nel 2026. Se pure fosse discutibile, parrebbe confermata dalle sue stesse affermazioni circa l’esistenza di posti liberi nei reparti di Chirurgia. Riteniamo non solo opportuna ma indispensabile una analisi da parte sua e dell’Amministrazione Regionale sui motivi per cui Reparti un tempo sempre saturi siano in pochi anni diventati meno attrattivi.
Da tempo paventiamo, e non per una aprioristica difesa “di campanile”, che esistano scelte, tacite ma consapevoli, che intendono privilegiare altri nosocomi.
Da parte nostra non vi è al momento intenzione chiederLe ulteriori incontri. Qualora ritenga di avere notizie concrete sulla soluzione dei problemi che le abbiamo più volte evidenziati, saremo lieti di una sua convocazione per riprendere un dialogo finora piuttosto sterile.
Cordiali saluti
Comitato Art. 32 Asti Roberto Gerbi
Comitato Art. 32 Valle Belbo Maurizio Carcione
Comitato Art. 32 Nord Astigiano Irene Novarese