Esponento della minoranza consiliare astigiana lanciano un duro monito sul futuro delle strutture sanitarie cittadine, denunciando il rischio concreto che i fondi del PNRR vadano dispersi. Attraverso un’interpellanza a risposta scritta, i consiglieri Mauro Bosia, Vittoria Briccarello (entrambi esponenti del gruppo Uniti si può), Mario Malandrone (Ambiente Asti) e Gianfranco Miroglio (Verdi) hanno sollevato forti dubbi sulla fattibilità delle opere previste presso l'ex Maternità. Secondo i firmatari, la struttura sarebbe ormai "di fatto irrealizzabile, quanto meno nel breve periodo", a causa del mancato rispetto delle scadenze per la progettazione.
Il timore espresso dalla minoranza riguarda in primis i venti posti letto assistenziali originariamente destinati al capoluogo. L'allarme lanciato dai consiglieri evidenzia come la Direzione Generale dell'Asl AT stia già correndo ai ripari prevedendo la "migrazioni dei posti letto previsti per Asti a Nizza Monferrato", presso la struttura Santo Spirito. Una manovra che, secondo l'opposizione, sancirebbe la definitiva cancellazione dell'Ospedale di comunità di Asti per mancanza di risorse, lasciando la città con un "contenitore inutilizzato e fatiscente".
Nel documento trasmesso al sindaco e presidente della Provincia Maurizio Rasero, l'opposizione punta il dito anche sulla gestione dell'Hospice. I consiglieri temono che, con il fallimento del polo dell'ex Maternità, questi posti letto territoriali vengano sacrificati all'interno dell'Ospedale Cardinal Massaia, andando a sostituire reparti di lungodegenza. "Una logica perversa", denunciano i rappresentanti della minoranza, secondo la quale per i bisogni sanitari del capoluogo sarebbe sufficiente l'attuale nosocomio cittadino, ignorando le necessità di assistenza territoriale.
La richiesta di chiarimenti si estende infine a tutto il territorio provinciale. L'opposizione esige di conoscere lo stato di attuazione delle quattro Case di comunità che dovrebbero sorgere ad Asti, Calliano, Villafranca e Canelli. L'obiettivo dichiarato dei consiglieri è quello di ottenere risposte certe dalla Direzione Generale dell'Asl AT per scongiurare un impoverimento dei servizi assistenziali che colpirebbe non solo la città ma tutto il Nord della provincia.