Varcare la soglia del San Giors, da quando Simona Vlaic lo ha rilevato restituendogli una vita del tutto inaspettata, significa essere proiettati in un'altra epoca: dai contorni soffusi, dall'atmosfera rarefatta, dai ritmi lenti. Tutto qui – lo scricchiolio dei pavimenti in legno autentico, le forme dei tavoli e delle sedie, gli stipiti delle vecchie porte ricuperate – racconta una storia d’antan che l’odierna mania di ridurre tutto a storytelling non può che sminuire e privare di quel fascino che la rende unica. Già, perché di queste sale si racconta che siano quelle di uno dei più antichi ristoranti di Torino, già attivo dal 1885 nella zona di Porta Palazzo. E ora questa storia, riprendendo il suo corso una decina di anni fa, non senza vedersi restituite come per magia anche le stanze della locanda che di questi muri è forse l’antecedente più remoto, continua con un nuovo capitolo: quello che vedrà alla guida delle sue cucine Johnny Mazzarino e la sua brigata. Non però per cambiarne l’identità, ma semplicemente per garantirle, in un futuro capace di lasciarne risuonare in nuove forme, il passato.
L’indubbia capacità di uno chef alle prese con una proposta da mettere a punto
Che Johnny Mazzarino sia all’altezza della sfida che lo vede ora impegnato al San Giors è attestato dal suo passato di chef ad un tempo solido e creativo. E tuttavia le nuove sfide, cambiando scenari e obiettivi, soprattutto nelle fasi iniziali possono esporre anche i migliori a qualche tentennamento. Ed è proprio l’impressione di una linea di cucina ancora in fase di messa a punto quella che mi è parso di rilevare, perlomeno in alcuni dei piatti serviti nel corso del pranzo riservato alla stampa proprio per presentare il nuovo corso intrapreso dal locale di via Borgo Dora. A partire dal Vitello Tonnato, indubbiamente riuscito ma forse un po’ “trattenuto” nel suo sapore complessivo: proprio quello che dovrebbe trasmettere quell’imprinting di tradizione che del San Giors è un po’ il marchio.
Qualche perplessità anche sulla Grissinopoli, dalla carne un po’ troppo asciutta per poter giocare efficacemente con la pur ben eseguita impanatura esterna.
Ben diverso il risultato invece della Lingua che, accompagnata ai “bagnet” rosso e verde da mangiarsi insieme, esplode davvero in bocca lasciando intravvedere ciò che davvero dal nuovo corso a guida Mazzarino ci si può attendere.
E la conferma, subito dopo, viene da quello che è uno dei cavalli di battaglia della sua cucina: lo strabiliante Midosso, e cioè la battuta di Fassona servita direttamente nell’osso in modo che il midollo caldo funga da condimento primario della carne.
Forse un po’ penalizzati dall’eccellenza di quest’ultimo piatto, ma non per questo incapaci di imporsi per il loro buon livello, sia la Faraona col fondente di carota,
sia il gustoso Zabaione 3.0 servito freddo e flambato.
Una svolta da non perdere d’occhio
Il cambio di passo del San Giors si registra però non solo in cucina, ma anche in sala, con l’arrivo di Antonello Garruto. Forte di una notevole esperienza maturata in prestigiosi locali della città, la sua impronta comincia a vedersi sia nella maggior cura del servizio ai tavoli, sia nel nuovo respiro impresso alla carta dei vini. Quest’ultima, da sempre in questo locale ampia e ben curata, vede ora inserite nuove proposte capaci di valorizzare al meglio – oltre che lo storico carrello dei formaggi – la cucina di Mazzarino, con cui peraltro Garruto collabora da tempo.
In ogni caso, per chi ama la cucina piemontese, il San Giors rimane un indirizzo da tenere ben presente. E, visto che il nuovo corso nella dichiarazione di intenti di Simona Vlaic appare tutto mirato a rafforzare l’identità originaria del ristorante, c’è da esser certi che a breve il nuovo chef saprà dare il meglio di sé, rendendo i sapori del San Giors – se mai possibile – ancor più capaci di trasmettere efficacemente tutti i sapori classici del territorio subalpino.
______________________________
San Giors
Tipologia locale: Ristorante
Indirizzo: Via Borgo Dora, 3a – Torino
Telefono: (+39) 011 5216357 – (+39) 348 3953440
Sito web: www.sangiors.it
Prezzi: Antipasti (13/17€), Primi (15/18€ - possibilità di mezze porzioni), Secondi (13-20€), formaggi (17€). dessert (5-7€) coperto (3€), menu degustazione (48€)
Servizi: piatti vegetariani, terrazza estiva; animali ammessi
Ultima visita (pranzo stampa): aprile 2026
Sensazioni al volo: Al San Giors si mangia come in una casa d'altri tempi, dove tutto scorre piano e si ha voglia di restare. Qualche piatto convince subito, altri chiedono ancora un po' di fiducia. Ma la svolta impressa da Johnny Mazzarino c'è, e si sente: e il ristorante, che profuma sempre di legno vecchio, è ora attraversato dai sapori di una cucina che, senza tradire sé stessa, guarda con coraggio al futuro.