Tra i ventiquattro temi della mostra fotografica "MioAstigiano. Mio, tuo, nostro" svettano sei delle tante torri che arricchiscono le colline dell'Astigiano. Tema sviluppato da Renato Olivieri, a sottolineare che al nostro territorio non manchi proprio nulla. Tra le tante torri sparse dal nord al sud provinciale, Renato ne ha riprese sei, nel limite di immagini da esporre, imposto a tutti e ventisette i fotografi della Polisportiva Cassa di Risparmio di Asti partecipanti. Altro tema di estremo fascino, i castelli dell'Astigiano, sviluppato da Maria Maddalena Melfi, a ricordare quanto il nostro territorio sia punteggiato da una fitta rete di antichi manieri. Sei spettacolari immagini di torri e sei di castelli che sono parte dei centosessantadue inviti a scoprire la bellezza e la varietà del nostro territorio, sostanza e obiettivo dell'esposizione che, dopo il pienone dei primi giorni, continua ad aspettarvi al Museo Diocesano San Giovanni di via Natta ad Asti, fino al 28 giugno. Aperta venerdì pomeriggio, sabato e domenica, mattina e pomeriggio
Tra tutta l’abbondanza di antiche pietre ho scelto per voi due torri e un castello che possano diventare occasioni di Vacanze Astigiane, esempi e sprone a dar la caccia a tutte e tutti gli altri. Torri a San Giorgio Scarampi e a Rocchetta Palafea, castello a Moncucco Torinese, per un tour da fine settimana dall’estremo sud provinciale all’estremo nord. Due “mondi” nettamente diversi, pur se distanti poco più di novanta chilometri uno dall’altro. Tour che potrebbe cominciare da San Giorgio Scarampi, feudo medioevale astigiano d’altura, considerati i suoi 655 metri di altezza sul livello del mare, divenuto importante con la costruzione di un castello, nella prima metà del 1300, ad opera di Alessandro e Bonifacio Asinari, da Asti. Dell’imponente mastio castellato restano le mura di cinta e la grande torre, che si articola su sei piani. Restaurata nel 2000 è indubbiamente un bell'esempio di edificio difensivo medioevale. Nel visitarla, non perdetevi l'iscrizione posta sopra la porta di ingresso, datata 1323: "Anno Dmi MCCCXXIII hoc castru fecer aeduficari Dni Alexan e Bnifacius de Asinariis de Ast"
Seconda tappa, Rocchetta Palafea. Le più antiche documentazioni storiche del paese risalgono a prima del Mille, presente un possente castello di cui oggi rimangono soltanto parte dei bastioni e la torre. Torre collocata in posizione predominante rispetto al borgo con un suggestivo camminamento e belvedere dalla pregevole vista panoramica. Alta circa ventisei metri è a base quadrata ed è stata realizzata in pietra tufacea appena sbozzata, sul coronamento presenta un duplice ordine di archetti pensili, in stile romanico. Restaurata nel 2004 oggi è dotata di una scala interna che consente di apprezzare la magnifica vista su colline e colline.
E veniamo al castello di Moncucco Torinese, grandioso edificio ancora recintato da solide mura, risalente al XIV secolo. Maniero che domina il paese e da esso si può ammirare il magnifico paesaggio che dalle colline del Nord Astigiano si estende a quelle torinesi, a Superga e all'arco alpino. Di proprietà comunale, fin dal 1855, ospita, oltre alle scuole dell'infanzia e primarie, il Museo del Gesso dove è raccolto il materiale documentante la lavorazione preindustriale del gesso e il suo impiego nell’architettura tradizionale a partire dal XVI secolo fino all’inizio del Novecento, con particolare riferimento ai solai di gesso. Elementi architettonici, da ritrovare visitando il Municipio e la Bottega del Vino. Una particolarità di Moncucco è un campanile senza chiesa e una chiesa senza campanile. Caso raro se non unico, di trovare un campanile non attaccato alla chiesa, ma a circa cento metri di distanza dalla parrocchiale di San Giovanni Battista, chiuso fra le case nella parte vecchia del paese.
Dopo torri, castello, chiesa e campanile, sono certo che lo stomaco possa iniziare a brontolare. Per trovare soddisfazione, a due passi dal castello, vi aspetta l’Osteria Mangè Bin, incantevole locale dove sentirsi a casa, con una proposta di cucina tipica davvero buona, ben cucinata e assai godereccia.