Politica - 24 aprile 2026, 08:54

Impianto agrivoltaico "Asti 3", il consigliere Malandrone: "Servono criteri localizzativi come in altre Regioni"

Il progetto prevede 1.769 moduli fotovoltaici su una superficie di 19.500 mq in terreno agricolo di Classe II. Preoccupazioni per l'impatto paesaggistico, la vicinanza alla casa di risposo "Casa Mia" e la tutela di Villa Canova

 Un impianto agrivoltaico denominato "ASTI 3" in Località Canova finisce al centro di un'interrogazione consiliare presentata dal consigliere comunale Mario Malandrone (Ambiente Asti). Il progetto prevede l'installazione di 1.769 moduli fotovoltaici bifacciali per una potenza nominale complessiva pari a 990 kW, su una superficie complessiva di circa 19.500 mq identificata al Foglio 55, Particella 446 del territorio comunale di Asti.

Il terreno interessato è classificato in Classe II di capacità d'uso, ovvero suoli agricoli di elevata qualità, caratterizzati da limitazioni minime e buona fertilità. L'intervento è stato presentato in Attività Edilizia Libera ai sensi del D.Lgs. 190/2024.

Le criticità segnalate

Secondo quanto riportato nell'interrogazione, il progetto definisce l'area come "incolta" negli ultimi dieci anni per ragioni burocratiche connesse alla PAC, mentre "testimonianze locali e documentazione disponibile descrivono il sito come prato stabile storicamente utilizzato per pascolo e produzione di fieno, con rilevante funzione ambientale e sociale per la frazione".

Il progetto agronomico prevede attività apistica (circa 40 arnie), ma tra i residenti permane "il timore che tale previsione sia funzionale alla qualificazione formale di agrivoltaico di un impianto prevalentemente energetico di tipo utility scale".

Malandrone segnala inoltre che l'impianto è previsto in prossimità della casa di riposo "Casa Mia Asti" , configurabile quale ricettore sensibile sotto il profilo acustico, paesaggistico e della qualità della vita degli ospiti, e che l'intervento comporta un impatto diretto anche sulle abitazioni della frazione Canova.

La tutela di Villa Canova

Nelle immediate vicinanze dell'area di intervento è presente Villa Canova, edificio sottoposto a vincolo in quanto di alto interesse storico-architettonico. "La sua tutela – si legge nell'interrogazione – impone particolare attenzione alla conservazione del contesto paesaggistico e percettivo circostante, considerando che l'intervento comporta una trasformazione del sito con effetti paesaggistici e ambientali destinati a protrarsi per decenni".

La relazione geologica evidenzia inoltre la possibile presenza di falde sospese superficiali e fenomeni di saturazione del suolo, con criticità nella gestione delle acque meteoriche e rischio di ristagni.

Le richieste all'Amministrazione

Con l'interrogazione, il consigliere Malandrone chiede al Sindaco e alla Giunta di rispondere a sette precisi quesiti. In particolare, se l'Amministrazione sia pienamente a conoscenza dell'impatto paesaggistico e ambientale dell'intervento, anche in relazione alla presenza di Villa Canova e alla prossimità della casa di riposo e delle abitazioni della frazione Canova, e quali misure intenda adottare per tutelare il benessere degli ospiti e la qualità della vita dei residenti.

Viene inoltre chiesto con quali strumenti il Comune intenda monitorare la reale, continuativa ed effettiva attività agricola dichiarata (apicoltura) e quali garanzie tecniche siano state richieste in merito alla regimazione delle acque superficiali, alla luce delle criticità idrogeologiche evidenziate.

"Servono criteri localizzativi come in altre Regioni"

Malandrone sottolinea che in diverse Regioni italiane – Emilia-Romagna, Veneto, Toscana e Puglia – è già in corso un processo di pianificazione territoriale delle fonti rinnovabili, attraverso l'individuazione di aree idonee e non idonee, con l'obiettivo di ridurre il consumo di suolo agricolo di pregio. Il consigliere chiede pertanto se l'Amministrazione non ritenga opportuno promuovere un tavolo di confronto con la cittadinanza per la definizione condivisa di criteri localizzativi, privilegiando soluzioni alternative quali coperture edilizie, aree industriali dismesse o terreni marginali.

Infine, viene chiesto se il Sindaco intenda farsi portavoce presso la Regione Piemonte affinché vengano definiti strumenti di pianificazione territoriale omogenei e preventivi per l'installazione di impianti da fonti rinnovabili, "al fine di garantire una reale governance della transizione energetica e la tutela del suolo agricolo di pregio".


 

Redazione


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