Le recenti dimissioni di Maurizio Rasero dalla carica di presidente della Provincia di Asti continuano a far discutere.
A prendere una posizione netta è Mario Malandrone, consigliere in quota Ambiente Asti, che analizza il passaggio istituzionale legandolo all'imminente incarico di vertice per il politico all'interno della Cassa di Risparmio di Asti.
Incompatibilità e ruolo delle banche
Secondo l'esponente dell'opposizione, la vicenda non può essere derubricata a semplice prassi burocratica. Il consigliere evidenzia come il tema riguardi direttamente il delicato equilibrio tra la sfera pubblica e quella finanziaria.
"Le dimissioni di Maurizio Rasero dalla presidenza della Provincia di Asti non possono essere liquidate come un fatto ordinario", esordisce Malandrone.
Il focus si sposta subito sulle ragioni di questa uscita di scena anticipata. "Se, come appare evidente, questa scelta è legata all’assunzione di un ruolo apicale nella Cassa di Risparmio di Asti, prosegue il consigliere, il tema non è semplicemente personale o di percorso individuale, ma riguarda il rapporto tra istituzioni pubbliche e sistema bancario del territorio".
Il comunicato non risparmia critiche al modus operandi di chi amministra la cosa pubblica, ponendo interrogativi precisi. Se dimettersi per incompatibilità rappresenta un atto dovuto, l'esponente politico invita a una riflessione più ampia.
Diventa legittimo chiedersi, fa notare Malandrone, "se tale passaggio fosse già previsto", ma anche "se gli organi istituzionali e i cittadini ne fossero pienamente consapevoli, se sia corretto utilizzare incarichi pubblici come tappe di un percorso verso altri ruoli".
L'attacco si fa più stringente quando si tocca il tema dell'opportunità di lasciare la guida di un ente prima del termine. "Una banca del territorio deve essere autonoma, forte e capace di operare nell’interesse di imprese e famiglie, non percepita come estensione o approdo della politica locale", sottolinea l'esponente di minoranza.
Un mandato interrotto per calcolo
L'analisi politica si fa poi particolarmente severa nei confronti delle scelte personali. Pur riconoscendo che l'ente provinciale sia di secondo livello, per Ambiente Asti si consuma una vera e propria frattura della fiducia elettorale.
"Qui si tradisce il mandato e lo si fa per una scelta personale di potere e incarichi", accusa Malandrone. La sua visione non lascia spazio a giustificazioni: "Tutto ciò non è semplicemente dovuto come molti diranno, ma biasimevole come condotta politica".
La conclusione dell'intervento è un forte richiamo al rispetto dei ruoli presi con la collettività astigiana. "Uno fa il sindaco e presidente fino a fine mandato", ribadisce con fermezza, aggiungendo che "se sceglie altro e se ne va prima per propri interessi, tradisce il mandato".
L'auspicio finale è che si faccia luce sull'intera operazione. "Per questo chiediamo trasparenza piena sulle motivazioni e sulle modalità di questa scelta, conclude Malandrone, e ribadiamo un principio semplice: le istituzioni si rispettano fino in fondo, evitando percorsi già scritti e garantendo chiarezza verso la comunità".