Il dibattito politico sulle dimissioni di Maurizio Rasero dalla carica di presidente della Provincia di Asti si accende, arricchendosi di un nuovo botta e risposta.
Dopo le dure parole del consigliere di opposizione Mario Malandrone (Ambiente Asti), che ieri aveva definito l'addio anticipato "Un tradimento del mandato" legato all'imminente incarico ai vertici della Cassa di Risparmio di Asti, arriva a stretto giro la replica dei Giovani astigiani.
Il gruppo ha diffuso una nota ufficiale per rintuzzare le critiche, scegliendo di spostare il focus dalle presunte motivazioni personali del presidente uscente ai nudi fatti storici e istituzionali dell'ente di piazza Alfieri.
I precedenti storici
L'obiettivo dei Giovani Astigiani è dimostrare come l'interruzione anticipata del mandato presidenziale non rappresenti affatto un'anomalia democratica, bensì una prassi consolidata nel tempo. "In merito alle recenti dichiarazioni del consigliere Malandrone, riteniamo opportuno riportare alcuni dati oggettivi che aiutano a inquadrare correttamente la situazione", esordisce il comunicato.
La nota ripercorre così la storia dell'ente, evidenziando che non sono affatto rari i casi di presidenti che hanno lasciato anticipatamente l’incarico per ragioni politiche o istituzionali. L'elenco fornito è dettagliato:
Roberto Marmo, dimessosi all'inizio del 2008 per candidarsi alla Camera dei Deputati, portando al commissariamento dell'ente.
Maria Teresa Armosino, dimessasi a fine 2012, lasciando l'ente a una gestione commissariale durata fino al 2014.
Fabrizio Brignolo, decaduto nel marzo 2015, con il passaggio temporaneo delle redini al vicepresidente.
Marco Gabusi, dimessosi nel 2019 a seguito della sua elezione in Regione Piemonte.
Paolo Lanfranco, decaduto nel 2022 prima del termine naturale del mandato, per effetto delle elezioni comunali.
Un richiamo al confronto
La lettura dei dati storici porta i Giovani astigiani a derubricare le accuse della minoranza a mera polemica politica. "Si tratta dunque di situazioni già verificatesi più volte, che rientrano nella normale dinamica istituzionale degli enti locali", sottolineano nel testo.
La conclusione del comunicato è un invito ad abbassare i toni e a guardare alla realtà dei fatti, respingendo al mittente l'allarme lanciato da Malandrone sull'opportunità etica e politica della scelta di Rasero.
"Per questo motivo, riteniamo che le ricostruzioni allarmistiche o strumentali non contribuiscano a un confronto serio e responsabile", chiosano i Giovani astigiani, ribadendo che il dibattito "Dovrebbe invece basarsi su fatti concreti e precedenti ben noti".