Asti si trova al centro di un acceso dibattito politico che mette in luce un singolare contrasto economico: una multiutility che vola con utili milionari e, contemporaneamente, una cittadinanza che sopporta la tassa sui rifiuti più alta di tutto il Piemonte. L'Assemblea dei Soci di Asti Servizi Pubblici, riunitasi lo scorso 27 aprile, ha infatti approvato il bilancio di esercizio 2025, confermando una gestione estremamente solida che ha prodotto un utile netto superiore ai 5 milioni di euro.
Mentre i vertici dell'azienda celebrano i risultati contabili e le premialità riconosciute da Arera per la qualità del servizio idrico, il Coordinamento Provinciale di Azione solleva una dura contestazione. Secondo il partito, l’efficienza vantata dalla società si sarebbe trasformata in un carico fiscale sproporzionato per le famiglie astigiane. " Il Comune non può usare i servizi essenziali come un bancomat ", denunciano i rappresentanti politici, evidenziando come l’amministrazione comunale si appresti a incassare 935.000 euro di dividendi derivanti proprio da questi profitti.
I numeri del 2025 descrivono un'azienda in forte espansione, con investimenti per 11 milioni di euro destinati principalmente al potenziamento delle infrastrutture e alla mobilità sostenibile. Tra le voci principali spiccano i 5,1 milioni per l'acquisto di nuovi bus elettrici e i 3,6 milioni dedicati al Servizio Idrico Integrato, con interventi strategici come il raddoppio del serbatoio in via Desderi. Il Presidente della società, Fabrizio Imerito, ha espresso soddisfazione affermando che " il bilancio 2025 conferma la solidità aziendale e la capacità di generare valore per il territorio ", supportato dall'Amministratore Delegato Massimo Cimino, il quale ha ribadito la validità di un percorso orientato all'innovazione e alla qualità.
Tuttavia, per Azione, questa solidità finanziaria appare in netta contraddizione con il disagio economico dei contribuenti. La richiesta inviata all'amministrazione è netta: rinunciare all'utilizzo dei dividendi per la spesa corrente e vincolare l'intera somma di quasi un milione di euro all'abbattimento immediato della Tari. La proposta mira a restituire agli astigiani i frutti di quello che viene definito un prelievo forzoso indiretto. Se l'azienda è davvero un'eccellenza, conclude la nota politica, deve dimostrarlo rendendo i servizi più economici e funzionali per la comunità, ponendo fine ai brindisi per i successi di bilancio e prestando maggiore attenzione alle tasche delle famiglie.