Sanità - 05 maggio 2026, 14:11

La Giornata dell'ostetrica tra celebrazioni sul territorio e la rabbia del Nursind: "Ricordate solo per un giorno"

Mentre l'Asl di Asti organizza un open day ricco di appuntamenti al Cardinal Massaia, il sindacato nazionale lancia l'allarme: "Carenza grave e riforme ferme al palo"

Il 5 maggio il mondo accende i riflettori sul ruolo fondamentale di chi accompagna la vita nascente e la salute femminile, celebrando la Giornata internazionale dell'ostetrica. Una ricorrenza che, se da un lato si traduce in lodevoli iniziative di sensibilizzazione a livello locale, dall'altro solleva le aspre critiche di chi denuncia una cronica disattenzione istituzionale verso la categoria.

Sul fronte territoriale, l'Asl di Asti ha risposto all'appello globale organizzando un open day per venerdì 8 maggio al Cardinal Massaia. Il dipartimento materno-infantile aprirà le porte alle famiglie nei locali del Micronido (primo piano), offrendo una mattinata (dalle 9.30 alle 11.30) dedicata ai percorsi di procreazione assistita e all'uso dell'acqua in travaglio. Nel pomeriggio, invece, spazio alla riabilitazione del pavimento pelvico, alla figura dell'ostetrica di comunità e, in chiusura, un momento sulla lettura ad alta voce per la prima infanzia.

Il grido d'allarme del Nursind sulla carenza di organico

Di tutt'altro tenore sono le riflessioni del sindacato Nursind a livello nazionale, che approfitta della giornata per denunciare il rischio estinzione della professione. "Le celebrazioni si susseguono di anno in anno. Quasi che oggi fosse l’unica data del calendario in cui ci si ricorda dell’ostetrica", attaccano dal sindacato, lamentando un "cono d'ombra" fatto di mancati avanzamenti sull'autonomia e scarsi riconoscimenti economici.

I numeri evidenziati sono preoccupanti: l'Italia registra uno dei tassi più bassi d'Europa con appena 29 professioniste ogni 100mila abitanti, contro le 43 della media continentale. "Senza una svolta, la minore attrattività tra i giovani andrà a peggiorare un'emorragia già grave: se continua così, ne mancheranno il 30 per cento entro il 2030", avvertono dal Nursind.

Riforme ferme in Parlamento: il nodo dell'assistenza territoriale

A tracciare un quadro severo sullo stallo politico è Fausta Pileri, ostetrica e membro della direzione nazionale Nursind, la quale ricorda la centralità della professione dalla pubertà alla menopausa: "Le proposte sono al palo. Le iniziative normative per l’istituzione dell’ostetrica di famiglia e comunità prendono polvere alla Camera", fa notare Pileri.

Mentre per la medicina territoriale il Governo punta a un decreto-legge imminente, per le ostetriche sembra mancare l'urgenza. "Come se non rivestissero un ruolo importante per alleggerire gli ospedali e far decollare davvero l’assistenza di prossimità", prosegue Pileri, sottolineando come questa figura si prenda carico simultaneamente di madre, padre e nascituro, oltre ad avere un peso in oncologia e prevenzione.

Le ultime speranze per un cambio di passo sono riposte nel ddl professioni sanitarie. "Un’occasione ci sarebbe ancora, anche se la sabbia nella clessidra si sta esaurendo", conclude il segretario nazionale Nursind Andrea Bottega. "Se le ostetriche e gli infermieri andranno delusi, a perderci sarà l’intero sistema sanitario, costretto a indossare abiti del secolo scorso".


Andrea Bottega con il segretario astigiano Montana

La voce del Nursind Asti

 

A rimarcare il senso della giornata e ricordare l'appuntamento astigiano è l'ostetrico Stefano Lucia, dirigente NurSind: "Il giorno 8 maggio ci troveremo con le colleghe del Cardinal Massaia per celebrare la Giornata. Sarà un momento di confronto con la popolazione per illustrare i progetti e le attività che offriamo al punto nascita di Asti. Mai come oggi la nostra figura è importante per la tutela del malato e la promozione della salute. Purtroppo, ancora oggi la nostra figura è sottovalutata e scarsamente riconosciuta dalle istituzioni,al punto che molte conquiste in termini di indennità e di autonomia, sono frutto di battaglie sindacali e caparbietà da parte di figure che credono nella professione, come la collega Pileri. L'augurio è che si renda più attrattiva un'arte che avrebbe bisogno di giovani "da buttare nella mischia" per rendere capillare l'assistenza  territoriale.