La recente alienazione dell'ex mercato ortofrutticolo a soggetti privati apre una complessa fase di transizione per il settore agricolo cittadino. A sollevare la questione è il gruppo consiliare Ambiente Asti, che ha presentato una formale interrogazione rivolta al sindaco e alla giunta per chiedere chiarezza sul futuro di un presidio economico e sociale ritenuto fondamentale per la filiera locale.
Le scadenze imminenti e l'ipotesi corso Alba
Le premesse del documento politico delineano un quadro di forte incertezza. Le concessioni agli operatori agricoli sono infatti in scadenza nel mese di giugno, ma allo stato attuale non risulta ancora definita una sede alternativa che sia pienamente operativa e condivisa. Sebbene in passato siano state avanzate alcune ipotesi di trasferimento, in particolare verso la zona di corso Alba, al momento mancano atti conclusivi che ufficializzino il passaggio.
La difesa della filiera corta
A preoccupare i consiglieri di minoranza è soprattutto il potenziale impatto sul tessuto produttivo. I firmatari sottolineano il disorientamento del comparto: "I produttori dichiarano di non conoscere la loro futura collocazione". Il gruppo civico lancia un monito preciso sulle conseguenze delle scelte urbanistiche: "Esiste il rischio di perdita di un canale diretto produttore-consumatore, la trasformazione dell’area in spazi commerciali potrebbe penalizzare il settore agricolo". Il timore è che l'espansione della grande distribuzione finisca per schiacciare e fagocitare la vendita diretta a chilometro zero.
Le otto richieste all'amministrazione
L'interrogazione si articola in otto quesiti stringenti con cui Ambiente Asti incalza i vertici del municipio, domandando innanzitutto: "Qual è la destinazione definitiva prevista per gli operatori del mercato ortofrutticolo". I consiglieri pretendono di conoscere i tempi certi per il trasferimento, considerando le scadenze ormai imminenti, e se esista un piano formalizzato attraverso un progetto o una delibera per la nuova area mercatale.
L'attenzione si sposta poi sulle tutele pratiche per i lavoratori, interrogando la giunta per sapere: "Quali garanzie economiche e logistiche sono previste per i produttori durante la transizione". Infine, viene richiesto se gli operatori siano stati o saranno coinvolti attivamente nelle decisioni e, in un'ottica di rilancio del comparto, se l'amministrazione abbia intenzione di reinvestire i proventi della milionaria vendita immobiliare in nuove infrastrutture a sostegno dell'agricoltura locale.