Solidarietà - 08 maggio 2026, 12:42

L'economia circolare dei giovani "ha trovato casa": una sede per i volontari di Asti Slow Fashion

L'inaugurazione del nuovo spazio concesso dal Comune, ovvero l'ex peso pubblico di piazza Campo del Palio, è fissata per domenica 24 maggio

Nella foto, da sinistra, la presidente Federica Alessio e la tesoriera Elisa Zanaga

Questa mattina gli uffici del CSVAA hanno ospitato una conferenza stampa indetta per illustrare le novità dell'organizzazione di volontariato 'Asti Slow Fashion', ad iniziare dall'apertura della prima sede ufficiale. Uno spazio fisico, ottenuto in concessione dal Comune di Asti, che permetterà ai ragazzi di ampliare le proprie attività legate all'economia circolare e alla sensibilizzazione sui temi del cambiamento climatico.

Da un'idea itinerante a un punto di riferimento

Il progetto dell'organizzazione ha preso forma dall'iniziativa di un gruppo di studenti e giovani lavoratori, mossi dalla volontà di arginare il problema dei rifiuti tessili e promuovere il riuso. Tramite l'organizzazione di eventi itineranti di scambio di vestiti (i cosiddetti swap party), l'associazione è riuscita a coinvolgere attivamente la cittadinanza.

"Come giovani vogliamo lasciare un'impronta positiva sul nostro territorio, affrontando tematiche di respiro globale come la crisi climatica", ha spiegato Elisa Zanaga, tesoriera di Asti Slow Fashion. "I nostri eventi di scambio d'abiti hanno visto la partecipazione di circa duecento persone, rimettendo in circolo mille capi d'abbigliamento che altrimenti sarebbero stati gettati via", ha aggiunto la volontaria, evidenziando il forte impatto sociale dell'iniziativa con un aneddoto molto significativo: "Ci teniamo a raccontare un episodio accaduto durante uno dei nostri appuntamenti. Una famiglia ha partecipato ringraziandoci profondamente perché, diversamente, non avrebbe potuto cambiare i giubbotti e gli abiti invernali dei propri figli". Un episodio che testimonia come la tutela ambientale possa intrecciarsi in modo indissolubile con un aiuto concreto a chi si trova in difficoltà. Il successo degli appuntamenti ha però fatto emergere urgenti necessità logistiche, rendendo indispensabile il passaggio da una realtà nomade a una stanziale.

La nuova casa nell'ex peso pubblico

La fatica di trasportare scatoloni di indumenti da una location all'altra ha spinto il direttivo a cercare una soluzione definitiva, individuata infine in uno stabile inutilizzato in piazza del Palio 5.

"Fino ad oggi eravamo costretti a spostare pesi da un posto all'altro. Avevamo bisogno di un magazzino per conservare gli abiti e di una sede fisica per creare un vero e proprio luogo di aggregazione", ha raccontato la presidente Federica Alessio. "Abbiamo ottenuto la concessione dell'ex peso pubblico e l'inaugurazione sarà domenica 24 maggio alle 17", ha annunciato con soddisfazione, precisando che la sede sarà aperta regolarmente due sabati al mese.

L'operazione non si limita però al semplice scambio di capi d'abbigliamento. A marzo, l'associazione ha lanciato una campagna di raccolta fondi sostenuta da 'Un Caffè Onlus', progetto sviluppato dal celebre attore torinese Luca Argentero,  e ha già in cantiere nuove collaborazioni culturali. Tra queste, spicca la mostra fotografica intitolata Antropocene: l'epoca umana, realizzata insieme all'associazione Scienza Sotto i Campanili, la cui apertura è prevista per sabato 6 giugno.

Il plauso delle istituzioni

La rapida evoluzione di Asti Slow Fashion ha catturato l'attenzione dell'Amministrazione comunale, che ha deciso di sostenere l'iniziativa concedendo i locali.

"È un progetto affascinante e utile, sia per l'ambiente che per l'economia, senza dimenticare l'aiuto concreto alle famiglie in difficoltà", ha dichiarato l'assessore al Commercio Loretta Bologna. "Siamo felici di aver concesso questo spazio comunale in disuso a un gruppo di giovani così volenterosi", ha concluso, sottolineando come la pratica del second-hand stia diventando una consuetudine virtuosa in tutta Europa.

Un traguardo raggiunto anche grazie alla sinergia politica che ha facilitato il dialogo tra i giovani e le istituzioni. "Questi ragazzi hanno avuto la capacità di uscire dalla loro bolla per incontrare la cittadinanza attiva", ha commentato il consigliere comunale Michele Miravalle, promotore del confronto con la giunta. "Non dobbiamo fare l'errore di relegare le iniziative giovanili a semplici passatempi. Questa è un'attività economica legata al mondo del second-hand che merita di essere presa sul serio e che deve inorgoglire l'intera città", ha concluso.