Cultura e tempo libero - 11 maggio 2026, 15:15

Cilla, a 50 anni dalla morte un libro ne racconta il carisma: “Il popolo di Cilla” presentato al Sermig di Torino

Il 16 maggio l’appuntamento nell’Auditorium “Helder Camara”. Il volume ripercorre la testimonianza della ragazza astigiana, l’amicizia con don Giussani e la nascita dell’associazione che porta il suo nome. Il 5 maggio una giornata a lei dedicata a Montemagno

Cilla

“La presenza viva di Cristo, che accade oggi nella comunità ecclesiale” : sembra essere questa la sottolineatura che, forse più di altre, ha caratterizzato la testimonianza di Luigi Giussani, fondatore di Comunione e Liberazione, a beneficio della Chiesa contemporanea. Fa allora tenerezza e suscita meraviglia constatare che questa presenza viva, accolta nella propria vita, sia stata l’origine e la sostanza della storia di una ragazzina non ancora quindicenne che, cinquant’anni fa, moriva in un incidente stradale. Una “disgrazia” – non si poteva definirla altrimenti – che misteriosamente divenne “grazia” per un innumerevole flusso di persone, un popolo.

La morte di Cilla – così si chiamava – svelò al mondo ciò che era accaduto a lei e alla sua cerchia di amici, rendendo universale la sua esperienza: la percezione della presenza viva di Cristo nell’incontro con giovani cristiani. «Non penso proprio più che potrei vivere senza la comunità, per quanto scalcagnata possa essere» , scriveva in una lettera a un amico. «Questi tre giorni (che per me sono quindici anni)» , aggiungeva, riferendosi al triduo pasquale vissuto con altri suoi coetanei di Gioventù Studentesca, «mi hanno fatto parlare con Gesù, ma veramente io e Lui. Fino a quel momento non sapevo che cosa volesse dire piangere di gioia, parlare con le lacrime; e questo è un altro grosso dono: è una sensibilità nuova, per cui ogni giorno il mio Signore è una novità, è una novità che mi riempie il cuore di tanta voglia di essere cosa Sua. La mia libertà, la nostra, inizia quando ci si sente amati, quando si ha la sicurezza di un amore grande e gratuito, un punto fermo nella nostra vita, nel nostro cuore» .

Un nuovo libro per riproporre la sua esperienza ai giovani

Per riproporre questa sua esperienza come possibile a chiunque – soprattutto ai cuori giovani – è uscito in questi giorni un nuovo libro su Maria Letizia Galeazzi, conosciuta come Cilla da amici e familiari, intitolato “Il popolo di Cilla - Quando qualcosa di più grande entra nella vita di tutti i giorni” (Rubbettino editore). Il prossimo 16 maggio, a Torino, presso Sermig, nell’Auditorium “Helder Camara” , ci sarà la prima presentazione, cui seguiranno tante altre in Italia specie dove è presente l’Associazione Cilla, nata in Italia, che porta il suo nome venendo in soccorso alle persone bisognose di ospitalità fuori dalla propria casa quando “viaggiano” per sottoporsi a cure mediche e interventi chirurgici.

Il volume raccoglie il testo che Primo Soldi“Cilla, la libertà di sentirsi amati” (Gribaudi) – scrisse nel 1977 e che contribuì a far conoscere la vita di questa ragazza e la sua testimonianza, insieme a pagine di altre pubblicazioni che raccontano la storia di conversione dei suoi genitori, Rino ed Elsa, di suo fratello Cicco e di sua sorella Chicca, la loro amicizia con Luigi Giussani e le testimonianze degli amici che vissero con lei, fino alla nascita dell’Associazione Cilla. Realtà, quest’ultima, che quest’anno festeggia 45 anni di attività.

Nel libro spiccano alcuni interventi e omelie di don Giussani su Cilla e la sua famiglia, che illuminano il tempo presente e rilanciano il suo carisma, “riletto” attraverso la testimonianza di quella ragazza. «Prima di tutto, a 15 anni – disse in un’omelia – ha capito che c’era qualcosa di più grande nella vita di tutti i giorni (…) e che questo qualcosa di più grande, Dio, l’amava» .

Una giornata a Montemagno

Alla vita di Maria Letizia e al carisma di don Giussani è dedicata una giornata di testimonianze (il 5 luglio giorno della scomparsa, programma in via di definizione) a Montemagno d’Asti, comune dove riposa la ragazza nella tomba di famiglia e sede primigenia dell’Associazione Cilla. Il comunicato segnala inoltre che il 5 maggio si è tenuta una giornata a lei dedicata proprio a Montemagno.

Redazione