Una pagina di storia villafranchese rivivrà sabato 16 maggio nel convegno “Luci sulle fornaci” , promosso dall’Associazione culturale Per San Rocco con il patrocinio del Comune e il contributo dell’Ecomuseo Basso Monferrato Astigiano. L’appuntamento è significativo: quella delle fornaci è stata la realtà industriale più importante della Valtriversa, durata circa 130 anni fino alla chiusura dello stabilimento Rdb avvenuta nel 1997.
Oggi restano visibili le strutture in cui si sono fatti i mattoni, con in primo piano la cosiddetta ‘cattedrale’ , esempio di archeologia industriale, e l’ex cava, divenuta di proprietà comunale, in cui tra l’Ottocento e il Novecento furono trovati esemplari del Villafranchiano (scheletri di mastodonte, tigre dai denti a sciabola e macaca). Capitoli di una lunga storia che il Comune e l’Associazione Per San Rocco sono impegnati a portare all’attenzione della comunità.
Un anno di ricerche e testimonianze inedite
Il convegno, aperto a tutti, si svolgerà nei locali dell’ex fornace Rdb di regione Taverne messi a disposizione dalla famiglia Martinetti, oggi proprietaria dell’immobile. I lavori ripercorreranno il ciclo storico della produzione, dalla nascita intorno al 1870 delle fornaci Goria e Pasquina fino a una tesi di laurea del 1999 con la proposta di un ecomuseo del laterizio nella ‘cattedrale’ .
Dietro alla giornata del 16 maggio c’è un anno di lavoro: Nico Novara, vicepresidente dei volontari Per San Rocco, ha rintracciato testimoni (dirigenti, tecnici e operai che lavorarono in fornace), messo insieme documenti storici e fotografie d’epoca, ricostruito una storia industriale che rischiava di andare perduta. Al convegno traccerà le origini delle fornaci, il processo produttivo e le cause della loro chiusura.
Il sindaco: “Coltivare la storia è fondamentale”
I lavori si apriranno con il saluto istituzionale del sindaco Anna Macchia, che ricorda: “Coltivare la storia è fondamentale per avere più consapevolezza sull’unicità del nostro territorio. La passeggiata nell’ex cava di un anno fa, promossa dal Comune sulle tracce del Villafranchiano, ha ispirato la ricerca sulle fornaci dell’Associazione Per San Rocco che arricchirà le nostre conoscenze. Nel frattempo il Comune continuerà nella ricerca di fondi per valorizzare l’ambiente rinaturalizzato dell’ex cava con l’ambizioso progetto di creare il Museo interattivo del Villafranchiano” .
Durante i lavori, gli architetti Cristina Musso, Fabio Musso e Luca Ottaviani presenteranno la loro tesi di laurea del 1999 incentrata sul recupero dell’ex fornace con la proposta sull’ecomuseo, capace di mantenere in vita la memoria di un lavoro che negli anni ’60 del Novecento registrava circa 200 addetti (molti veneti e anche sardi, quando una parte della manodopera locale si spostò a lavorare alla Fiat).
Il ruolo delle donne e la professoressa Forno
Non mancherà un focus sui sedimenti estratti nella cava Rdb, tema trattato dalla professoressa Gabriella Forno, già docente di Scienze Geologiche all’Università di Torino. Il convegno, moderato da Giancarlo Malabaila, si chiuderà con ricordi e testimonianze di chi ha lavorato in fornace.
Intanto Nico Novara svela un particolare inedito che porterà all’attenzione del convegno: “Il lavoro delle donne, chiamate a sostituire gli uomini durante la seconda guerra mondiale e anche dopo. Un aspetto che mi ha molto colpito insieme al forte senso di appartenenza alla fornace che tutti i testimoni contattati ancora oggi esprimono con forza” .