Cultura e tempo libero - 11 maggio 2026, 13:27

Monferrato on stage riaccende l'estate: un viaggio tra note, sapori e cultura [GALLERIA FOTOGRAFICA]

Enogastronomia, mostre e concerti per valorizzare le bellezze del basso Piemonte, senza dimenticare un 'gemellaggio' gastronomico con la Riviera ligure

Crediti fotografici Barbara Guazzone

Crediti fotografici Barbara Guazzone

L'attesa è finita. Dopo la fortunata anteprima dello scorso 5 maggio a Villafranca d'Asti, che ha iniziato ad accendere i riflettori sul territorio, è stata presentata ufficialmente l'undicesima edizione di MOS - Monferrato On Stage. Dal 23 maggio al 29 agosto, la rassegna porterà musica, arte ed enogastronomia in numerosi comuni del Monferrato, confermandosi un punto di riferimento non solo culturale, ma anche sociale e turistico. I dettagli dell'edizione sono stati resi noti nel corso di una conferenza stampa che ha svelato un programma ambizioso e una fitta rete di collaborazioni.

Il palinsesto musicale e l'ospite misterioso

Il compito di illustrare il cartellone è spettato al direttore musicale Ettore Caretta, che ha rimarcato la trasversalità della proposta. Dopo l'esperimento dello scorso anno a Ferrere, l'apertura al jazz raddoppia con due serate d'eccezione capitanate dal pianista Julian Oliver Mazzariello e da Stefania Di Pierro, che proporrà un ponte musicale tra la canzone d'autore italiana e le atmosfere brasiliane. 

Per avvicinarsi alle nuove generazioni, la tappa di Cavagnolo (TO) ospiterà Ensi e Beba, esponenti di spicco della scena rap e trap, preceduti da un contest per giovani promesse locali. Spazio poi all'indie, al pop e al cantautorato con la raffinata voce di Simona Molinari, l'energia dei Selton e la poesia di Bobo Rondelli, atteso a Roatto. Non mancheranno i tributi e le band storiche, con la Rino Gaetano Band e la formazione de Il Mito New Trolls. 

Il grande evento folk-rock è da segnare in rosso sul calendario il 26 luglio a Piea, che vedrà salire sul palco i Modena City Ramblers, capaci di fondere l'animo rock con il folk. Il cartellone si fa ancora più fitto grazie alle performance di Luca Martelli, le Storie di Rock'n'Roll, Miglio e Bunna, Dutch Nazari e Angelica Bove. Ma la vera sorpresa deve ancora essere svelata: la chiusura del festival, prevista per il 29 agosto a Camerano Casasco, vedrà l'esibizione di un ospite di grande spessore il cui nome, rigorosamente top secret, non è ancora stato rivelato. L'organizzazione promette che si tratterà di un artista intimamente legato all'identità del territorio.

Arte, fotografia e l'omaggio a Massimo Cotto

Monferrato On Stage non sarà solo musica. Durante la conferenza, l'attrice e conduttrice Chiara Buratti (nella foto sottostante, con Fabio Gallo) ha definito il suo coinvolgimento nella rassegna, che la vedrà protagonista il 6 giugno ad Albugnano: "Farò uno spettacolo, non voglio neanche dire teatrale, sarà uno spettacolo interattivo legato che parla di quattro donne, ma in realtà è legato anche al vino perché ci sarà una degustazione all'interno", ha spiegato. La Buratti ha inoltre illustrato l'innovativa mostra itinerante "Picture of you on the road", nata dalla mente di suo marito, il compianto giornalista Massimo Cotto, storico amico del festival, e del fotografo Henry Ruggeri: "Picture of you è una mostra e ma più che una mostra fotografica è un'esperienza che viene offerta a un pubblico curioso perché mette insieme due mondi: la narrazione legata alla parola e quella delle immagini", ha precisato.



Per quanto riguarda l'arte visiva, la rassegna vanta la firma d'eccezione dello scrittore e pittore Pablo T., il quale ha rivendicato con passione la sua scelta di vivere nel basso Piemonte: "Quando vivi in un posto lo scegli. Quindi in questo caso mi sento molto più orgoglioso di voi, permettetemi da questo punto di vista, producendo, vivendo e avendo 'prodotto' anche mia figlia nell'Astigiano", ha dichiarato. Ricordando l'insegnamento del maestro Botero, l'artista ha lanciato un monito per il territorio: "Se hai consapevolezza di qualcosa, in questo caso parlo del nostro territorio, devi guardare in alto, non puoi chinare la testa".

Monferrato Next e le sinergie oltre confine

Un'altra grande novità dell'edizione 2026 è il progetto Monferrato Next, illustrato dalla referente Sabrina Ottavis. Finanziato dalla Regione, il progetto punta agli under 35 residenti nei comuni di Portacomaro, Cavagnolo, Piea, Roatto e Moncalvo. L'obiettivo è frenare lo spopolamento attraverso formazione gratuita, masterclass, stage per tecnici dello spettacolo e l'istituzione di un "Young Advisory Board" per dare voce e competenze professionali ai giovani. Oltre a guardare al futuro, il MOS guarda anche al mare: il coordinatore Fabio Gallo ha presentato Nordovest Cultura, un progetto di gemellaggio interregionale nato tra la rassegna piemontese e il Ponente Vibes in Liguria, coinvolgendo Finale Ligure, Pietra Ligure e Loano. Un interscambio che porta le acciughe e il vermentino in Piemonte e la tradizione monferrina sulla riviera.

Il motore del festival tra sindaci, enogastronomia e volontariato

A chiudere il cerchio sono i sapori e, soprattutto, le persone. La proposta enogastronomica, pilastro del festival sin dalla fondazione, è sostenuta dai grandi consorzi. Fabio Teodore del Consorzio Barbera d'Asti e Vini del Monferrato e la direttrice Maria Grazia Baravalle per Confagricoltura hanno ribadito la storicità di questo sodalizio, che promuove l'abbinamento tra grandi vini, come Barbera d'Asti, Freisa e Albugnano, e le tipicità culinarie. E se Bruno Bertero, direttore dell'Ente Turismo, ha confermato la volontà di valorizzare anche eccellenze locali come il tartufo nero estivo, non è mancato l'ironico e campanilistico appello dell'organizzazione a 'deprosecchizzarsi' a favore delle bollicine piemontesi.
 


Ma il vero scheletro della manifestazione sono i Comuni e i loro primi cittadini, intervenuti in conferenza: Alessandro Borgo per Piea, Mara Bacolla per la new entry torinese Lauriano, e Davide Gasperini per Albugnano. A loro e agli imprenditori visionari locali come Francesco Pilutti sono andati i ringraziamenti di Cristiano Massaglia, fondatore e presidente di Monferrato On Stage: "I sindaci del territorio che sono l'ultimo baluardo contro l'indebolimento cronico e ci hanno creduto da sempre investendo denaro per comuni così piccoli", ha tenuto a precisare. Infine, Massaglia ha voluto sigillare il senso più profondo di questa impresa comunitaria lanciando una splendida metafora: "Se tutti i territori non tenessero in piedi le manifestazioni e le organizzazioni con il lavoro volontario e gratuito, la Regione non avrebbe abbastanza soldi per pagare tutto quanto. Quindi noi siamo una società agricola operaia del 2000".

Le istituzioni e il valore del territorio

Il successo di MOS risiede in una solida collaborazione tra enti locali e istituzioni. A sottolinearlo con forza è stata Marina Chiarelli, assessore regionale alla Cultura, la quale ha evidenziato come le buone idee nascano dal basso: "Non è la Regione che aiuta, sono i territori che sono capaci di intercettare le risorse regionali", ha commentato. Per l'assessore, la cultura deve farsi impresa e incidere sul tessuto sociale: "Produrre cultura non soltanto come volontariato, come elemento accessorio, ma come elemento strutturale. E quindi non è soltanto un'animazione, ma è creare quei luoghi di aggregazione virtuosi di cui oggi le città e i paesi hanno bisogno".

Una visione condivisa in pieno dal collega assessore Marco Gabusi, esponente astigiani della giunta, che ha lodato la tenacia degli organizzatori di fronte alle difficoltà burocratiche e finanziarie: "Sappiamo che è più facile smettere di fare queste cose che continuare a farle lo fai perché come tutti noi, ognuno c'ha un po' di passione in quello che fa", ha affermato. Gabusi ha inoltre rimarcato la grande vittoria politica di MOS: "Tutti noi crediamo che questo territorio abbia tanto da dare e riesce soprattutto a far dialogare i comuni, cosa che pochi anni fa era impensabile".

Dello stesso avviso la consigliera regionale Debora Biglia, che ha elogiato il ruolo chiave del fondatore del festival: "Cristiano Massaglia è stato il visionario quello che ha inventato questo magico modo del MOS, però ha saputo aggregare persone che hanno visto la potenzialità", ha spiegato. La consigliera ha ribadito la centralità della rassegna per la promozione turistica: "Il Monferrato è un territorio meraviglioso, noi vogliamo viverlo e questo è un modo per conoscerlo e farlo conoscere", aggiungendo infine un appello alla valorizzazione delle tipicità: "Dobbiamo spiegare il perché bisogna scegliere i nostri vini, perché bisogna scegliere i nostri comuni e continuare a sostenere i nostri territori", ha esortato.



Sull'impatto turistico si è soffermato anche Mariano Rabino, presidente dell'Ente Turismo Langhe Monferrato Roero, elogiando la formula del festival: "Questa rassegna attesta che la cultura può diventare impresa, capacità e anche professionalità con la capace di mobilitare un territorio, animarlo, renderlo vivo". Secondo Rabino, il vero motore dell'attrattiva risiede proprio nei cittadini: "Abbiamo con noi le comunità locali e le comunità locali sono fatte di cittadini, di giovani che si sentono protagonisti, che intanto si divertono ma finiscono con il loro entusiasmo e la loro passione anche per diventare poi seduttivi, attrattivi per persone che arrivano da fuori".

L'estate del Monferrato On Stage è ufficialmente iniziata. Non resta che attendere di scoprire l'asso nella manica del 29 agosto e godersi lo spettacolo.

Gabriele Massaro

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