Sanità - 12 maggio 2026, 11:13

L'ambulatorio di quartiere fa il pieno in Praia: l'Ordine dei medici chiede aiuto al Comune per una sala d'attesa

La visita del presidente Claudio Lucia nel centro di via Monti: "Operatori e medici volontari fanno un lavoro straordinario per i più fragili, ma servono spazi adeguati per accogliere i tanti cittadini"

Il dottor Lucia con i medici Valter Saracco, Irene Novarese, Marina Gavosio con l'infermiera Monica

Il progetto di sanità di prossimità avviato nel quartiere Praia si sta rivelando un successo, forse persino superiore alle aspettative iniziali. Aperto nel mese di marzo in via Monti 48, il Centro assistenziale è diventato in poche settimane un vero e proprio punto di riferimento per la cittadinanza, grazie alla collaborazione tra infermieri di famiglia e di comunità (Ifec), assistenti sociali e medici volontari.

Il servizio, nato nell'ambito di un protocollo d'intesa tra Asl AT, Comune di Asti e Atc Piemonte Sud, prevede in particolare la presenza gratuita e ad accesso libero di medici in pensione il martedì mattina. A prestare servizio sono Walter Saracco e Irene Novarese, professionisti dell'associazione Passi Solidali che mettono a disposizione la loro esperienza per visite, consigli e supporto medico.

Questa mattina l'ambulatorio ha ricevuto la visita del presidente dell'Ordine dei medici di Asti, Claudio Lucia, che ha potuto constatare di persona l'importanza del lavoro svolto, ma anche i limiti logistici dell'attuale struttura.

L'appello per la sala d'attesa

La grande affluenza di cittadini, spesso fragili e anziani, ha infatti fatto emergere un problema di spazi. Medici, infermieri e operatori faticano a gestire i flussi all'interno degli attuali locali.

"Facciamo appello al Comune che ha una stanza vuota vicino", dichiara Lucia, facendosi portavoce delle istanze del personale. La necessità di una sala d'attesa è diventata impellente per garantire comfort e dignità a chi si reca al centro.

Il presidente dell'Ordine sottolinea poi il valore cruciale di questo servizio territoriale: "L'ambulatorio fa un gran lavoro verso i più fragili". Un impegno fatto non solo di visite, ma di un vero e proprio raccordo con la rete sanitaria principale. "Questa mattina ad esempio - spiega Lucia - hanno visitato un signore che aveva un po' di bronchite. Hanno chiamato il medico di famiglia, il quale è già allertato e darà la cura a questo signore".

Una rete di collaborazione che funziona e che alleggerisce la pressione sugli ambulatori principali e sui pronto soccorso, ma che ora, per continuare a crescere, ha bisogno di un piccolo ma fondamentale sforzo logistico da parte delle istituzioni.