Attualità - 13 maggio 2026, 14:01

Piano casa, l'allarme del Coordinamento Asti est: in città 750 domande al buio e il rischio di una bomba sociale

L'associazione boccia le nuove misure dell'esecutivo, puntando il dito contro fondi insufficienti e una politica sugli sfratti che ricorda i rigidi criteri di un vecchio assessore cittadino

Il Coordinamento Asti Est interviene duramente sul nuovo Piano casa nazionale presentato dal governo, denunciando una situazione che rischia di trasformarsi in un'emergenza senza precedenti anche per il nostro territorio. 

L'associazione riconosce un unico aspetto positivo nel dibattito in corso: “L’unica cosa buona è che il tema della casa torni a far parte del discorso pubblico, dopo decenni di assoluta indifferenza rispetto ad un tema che impatta moltissimo sulla vita delle persone”.

La lente di ingrandimento degli attivisti si sposta però subito sulla drammatica situazione locale, dove l'incertezza regna sovrana e le liste d'attesa si allungano. “Ad Asti l’ultimo bando Atc dovrebbe aver raccolto almeno 750 domande, usiamo il condizionale perché non esiste ancora una graduatoria anche se il bando si è chiuso ad agosto 2025”, denuncia il comitato. 

L'amara conclusione è che, vista la scarsissima disponibilità di alloggi popolari, la stragrande maggioranza di queste famiglie rimarrà senza una risposta adeguata.
 

I fondi nazionali e il nodo delle case vuote
 

A livello generale, il comunicato smonta le cifre trionfalistiche fornite per arginare il problema abitativo. “Il governo spara la cifra di 100.000 nuove case popolari nei titoli e negli slogan, ma non è affatto vero”, si legge nella nota. 

Analizzando i dettagli del piano, infatti, emergerebbero solo 60.000 alloggi da ristrutturare e non di nuova costruzione.
Anche sul fronte delle risorse economiche, i 10 miliardi di euro annunciati per l'operazione vengono definiti in modo decisamente critico: “Un gioco delle tre carte, i soldi veri solo 1,7 miliardi, il resto sono artifici contabili”. 

Il dito viene poi puntato contro le agevolazioni previste per i costruttori privati, che godranno di percorsi accelerati. Su questo punto il giudizio è netto e severo: “Snellimenti burocratici e questo, nella storia italiana, ha sempre voluto dire scempi edilizi”.
 

La stretta sugli sfratti e il ricordo della politica astigiana
 

Il capitolo definito peggiore dal Coordinamento Asti Est riguarda però le nuove regole per gli sfratti, che potranno essere rinviati una sola volta ed esclusivamente per anziani over 75, malati terminali o nuclei con disabili gravi residenti da almeno un anno. Una rigidità che gli attivisti attribuiscono ad una precisa fase politica della città.
Una curiosità: sono gli stessi criteri che un assessore ai Servizi sociali di una giunta astigiana di centrodestra aveva indicato come necessari per entrare nella graduatoria delle emergenze abitative”, fa notare polemicamente l'associazione.
Le preoccupazioni finali si concentrano sulla possibile esecuzione degli sfratti da parte di agenzie private e sul mancato rifinanziamento del fondo per la morosità incolpevole destinato a chi si trova in affitto privato. Uno scenario che porta il comitato a un'inquietante conclusione: “In pratica, stanno preparando una vera bomba sociale”. 

Redazione