Dalla cooperativa operaia del 1906 alla punta di diamante di una multinazionale del vetro: martedì scorso, durante la consueta serata conviviale del Rotary Club Asti al ristorante La Fertè, l'ingegner Sergio Soria ha presentato il suo libro "Il vetro è figlio del fuoco", dedicato alla storia dello stabilimento astigiano della vetreria O-I (acronimo di Owens Illinois), già AVIR.
Soria, che per quasi un trentennio ha diretto lo stabilimento, ha raccontato come tutto sia nato nel 1906 per iniziativa di un gruppo di maestri vetrai che diedero vita a una cooperativa operaia. Negli anni Trenta del Novecento, sotto la guida di uno di loro, Cesare Ricciardi, la cooperativa si trasformò in una società di capitali, divenuta poi negli ultimi decenni parte integrante di una delle principali multinazionali del settore.
Il relatore ha ripercorso le varie fasi di questa storia di successi, tra cui il trasferimento dello stabilimento, alla fine degli anni Ottanta, da corso Felice Cavallotti, dove tutto è nato, all'attuale moderna sede di località Quarto Inferiore. Oggi lo stabilimento produce 600 tonnellate di vetro al giorno, il 75% delle quali derivanti da rottami di vetro recuperati dalle campane collocate lungo le strade cittadine.
Soria ha anche rievocato le storiche figure astigiane che sono state a capo dell'azienda, tra cui spicca quella dell'ingegner Pino Clinanti, per decenni dinamico direttore della vetreria, che pose le premesse per il complesso passaggio dalla sede storica a quella attuale. Presente alla serata anche la figlia Donatella Clinanti. Il relatore ha inoltre ricordato come l'astigiano Piero Ercole, a lungo dirigente della società e poi suo consulente, circa 40 anni fa mise a punto uno speciale tipo di vetro in grado di bloccare gli effetti dei raggi ultravioletti pur mantenendo intatta la sua trasparenza. "Quell'innovazione", ha ricordato Soria, "valse alla nostra azienda, nel 1985, il riconoscimento di migliore vetreria d'Europa".
Al termine della serata il presidente del Rotary, Renzo Gai, nel ringraziare Soria lo ha omaggiato con il gagliardetto del club e una magnum di vino astigiano.