Un patrimonio immobiliare di grande valore, costruito nel tempo senza mai dichiarare un reddito. Dietro quegli acquisti, secondo i carabinieri del comando provinciale di Asti, ci sarebbe l'ombra lunga di decine di reati predatori, commessi prendendo di mira le fasce più deboli della popolazione.
Il 15 maggio i militari hanno dato esecuzione a un provvedimento di confisca emesso dal tribunale di Torino - sezione misure di prevenzione. Il decreto, applicato ai sensi del Codice antimafia, ha colpito tre membri di un nucleo familiare italiano, tutti già gravati da numerosi precedenti per reati contro il patrimonio. Si tratta di due coniugi di 62 e 61 anni e del figlio 43enne. Quest'ultimo si trova attualmente in carcere per una condanna definitiva, mentre la madre è sottoposta al regime degli arresti domiciliari per reati analoghi.
Un'indagine partita dai patrimoni
L'operazione affonda le sue radici in una complessa indagine patrimoniale avviata nel novembre del 2023 dal nucleo investigativo di Asti. L'obiettivo degli inquirenti era chiaro: "Accertare la riconducibilità di beni immobili a soggetti ritenuti socialmente pericolosi e abitualmente dediti a delitti predatori, in particolare ai danni di persone anziane o comunque in condizioni di minorata difesa".
Gli approfondimenti hanno fatto emergere un quadro netto. Tra il 1990 e il 2001, la famiglia è riuscita ad acquistare svariati immobili tra le province di Asti e Torino per un valore complessivo di circa 150 mila euro. Un tesoretto del tutto ingiustificabile e, come sottolineato dagli investigatori: "Sproporzionato rispetto alla capacità reddituale dichiarata", considerando la totale assenza di redditi leciti o attività economiche documentate in quegli anni.
Il sequestro a Quarto Inferiore e la strategia dell'Arma
Di fronte a queste evidenze, ad aprile del 2024 è scattata la proposta di sequestro da parte dei militari. Il tribunale torinese ha accolto in pieno la tesi investigativa, disponendo la confisca definitiva dei beni, tra cui figura anche un immobile situato nella frazione astigiana di Quarto Inferiore.
L'azione mirata ai portafogli della criminalità rappresenta un tassello cruciale per le forze dell'ordine nel contrasto all'illegalità. "L’attività di prevenzione patrimoniale rappresenta infatti uno strumento fondamentale per colpire concretamente i soggetti dediti ad attività criminali, sottraendo loro beni acquisiti con i proventi dei reati", concludono dal comando provinciale, ribadendo l'impegno quotidiano per garantire la sicurezza sul territorio.