Nel pomeriggio di ieri, sabato 16 maggio, il cuore di Asti si è trasformato in un palcoscenico a cielo aperto per celebrare il sessantesimo anniversario del patto di gemellaggio tra Asti e Valence, sottoscritto per la prima volta nel 1966 e oggi rinnovato alla presenza delle autorità delle due città. Una tre giorni fitta di appuntamenti istituzionali, culturali e conviviali che ha visto nella giornata di ieri il suo momento più partecipato, con la città chiamata a condividere un traguardo che è insieme memoria e progetto.
Il programma centrale si è aperto in mattinata nella sala Basso del teatro Alfieri, dove il sindaco di Asti Maurizio Rasero e il sindaco di Valence Nicolas Daragon hanno presieduto la cerimonia ufficiale di rinnovo del patto, alla presenza delle delegazioni francesi, delle istituzioni locali e delle associazioni impegnate negli scambi tra le due comunità. I due primi cittadini hanno richiamato il significato politico e civile di questa relazione, sottolineando come, in sei decenni, il gemellaggio abbia contribuito a costruire “un’Europa fondata sulle relazioni tra cittadini e comunità”, radicando l’idea di un’unione che passa dalla conoscenza reciproca e dal confronto tra territori.
Dopo il momento ufficiale, gli ospiti sono stati accompagnati a palazzo Mazzetti per la visita alla mostra “L’arte del tessuto, il tessuto nell’arte”, inserita nel cartellone delle celebrazioni come tappa culturale in grado di raccontare, con il linguaggio delle opere, il filo sottile che lega identità, artigianato e creatività. La mattinata si è chiusa con un incontro conviviale al Consorzio dell’Asti Docg, occasione informale di dialogo tra rappresentanti istituzionali, mondo associativo e cittadini che hanno voluto prendere parte alla ricorrenza.
Musica in piazza san Secondo
Dal tardo pomeriggio le celebrazioni si sono spostate in piazza San Secondo, dove alle 16 il pubblico ha accolto il concerto “Gemellaggio in musica” della Banda Musicale Città di Asti G. Cotti, affiancata per l’occasione dal Conservatoire de Valence Romans Agglomération. Un repertorio pensato per intrecciare sonorità italiane e francesi ha fatto da colonna sonora alla piazza, resa ancora più scenografica dalla presenza di borghi, rioni e comuni del Palio di Asti, che hanno portato bandiere, colori e costumi della tradizione.
L’appuntamento musicale, previsto all’aperto nel cuore del centro storico, ha rappresentato il momento più visibile e condiviso di una giornata che ha voluto coinvolgere la cittadinanza, offrendo un’immagine concreta di quell’“amicizia europea” che da sessant’anni unisce le due città.
Cena di gala e nuovo logo “Asti in Amicizia”
La serata è proseguita nei locali della scuola alberghiera A.f.p. delle Colline Astigiane, dove si è tenuta la cena di gala aperta al pubblico, pensata come momento conclusivo della giornata ma anche come ulteriore spazio di relazione tra delegazioni e cittadinanza. Nel corso della cena è stato presentato il nuovo logo “Asti in Amicizia”, ideato da Pasquale Riso, chiamato a rappresentare graficamente il legame tra Asti e Valence e a diventare il segno distintivo delle iniziative future.
L’amministrazione comunale ha espresso un ringraziamento particolare all’associazione Asti in Amicizia, che da anni lavora dietro le quinte per mantenere vivo il gemellaggio, curando l’accoglienza delle delegazioni, il coordinamento degli scambi e il dialogo costante con la città. Un impegno riconosciuto pubblicamente come esempio di cittadinanza attiva e di capacità di tessere, nel tempo, un progetto condiviso di cooperazione europea.
La domenica delle delegazioni
Le celebrazioni non si esauriscono con la giornata di ieri: il cartellone prevede anche oggi, domenica 17 maggio, appuntamenti dedicati alle attività istituzionali e a momenti conviviali riservati alle delegazioni italiane e francesi. Una domenica più raccolta, lontana dai riflettori della piazza, in cui il dialogo tra amministratori e partner del gemellaggio prosegue attraverso incontri formali e informali, a conferma di un rapporto che non si limita alle ricorrenze ma vive di relazioni costanti durante l’anno.
Nel solco di questa tre giorni, Asti e Valence riaffermano la volontà di proseguire il percorso comune avviato sessant’anni fa. Un cammino che, tra musica, cultura, istituzioni e momenti condivisi, continua a declinare in chiave contemporanea l’idea di un’Europa costruita dal basso, a partire dai legami tra comunità